Sicurezza
I camping tengono grazie ai nonni e agli stranieri
Presenze in recupero, buone le prenotazioni per agosto Lucetti (Ageparc): «È un inizio di stagione positivo»
MARINA DI MASSA. Il camping apuano si difende: se il meteo d’ora in poi sarà clemente, l’estate 2014 potrebbe essere migliore della precedente. Non sono più gli anni Ottanta, quando alle 18, al semaforo di Partaccia, si creava il “tappo” per la “marea umana” che usciva dai bagni ed entrava nei campeggi, ma gli operatori del mini settore apuano del camping vedono comunque positivo.
Il recupero. Secondo Ageparc Massa Carrara, l’associazione di settore che raggruppa titolari e gestori di 30 delle 33 strutture locali, nel 2013 sono state circa 500mila le presenze, tanti cioè sono stati i turisti che hanno dormito nei camping di Marina di Massa, da Pasqua a settembre. «Non posso ancora dire se quest’anno supereremo quella cifra – commenta Marco Lucetti, segretario generale di Ageparc e patron de “Il sogno”– ma la sensazione è che siamo in netto recupero. Abbiamo prenotazioni molto positive per agosto, e fino ad ora abbiamo avuto un giugno ed una prima metà di luglio con risultati quasi migliori rispetto a quelli dello stesso periodo 2013».
I buoni clienti. I clienti fissi – quelli che ti “occupano” la piazzola per tutto l’anno e ti assicurano almeno una quota-base di business – sono ormai una razza in estinzione. In compenso, a salvare il mini distretto apuano del camping sono nonni e stranieri. Chi non opta per il week-end mordi-e-fuggi e «prenota i bungalow per una settimana – continua Lucetti – in molti casi lo fa per lasciarci i nonni con i bambini». Nuove nazionalità si affacciano sulla costa apuana; a piantare le tende nei campeggi locali sono soprattutto olandesi, tedeschi e danesi, ma si è aperto anche un “mercato” nuovo: quello dei turisti dell’Europa dell’Est, cechi e polacchi (più i primi rispetto ai secondi). In generale gli stranieri, ci dice chi lavora all’interno dei camping di Partaccia, non garantiscono presenze per lunghi periodi: in media «non si fermano più di due notti», ma in compenso «assicurano un movimento a ciclo continuo» ( per un gruppo che se ne va, c’è un gruppo che arriva).
Troppo silenzio? Noi un giro per i campeggi, ieri, che era domenica, l’abbiamo fatto. Non in tutti ovviamente: quindi, quello che abbiamo è un “campione”. Forse perchè erano le 14 – orario da spiaggia o da pennichella – ma.. noi abbiamo sentito un gran silenzio all’interno delle strutture. Buon per gli ospiti, ovviamente. «Sembra di essere in una residenza di riposo più che in un campeggio – ci conferma in tutta sincerità una barista – un po’ per le regole rigorose che vigono e un po’ perchè oggi non c’è proprio nessuno. Ieri eravamo pieni, ma la maggior parte degli ospiti sono partiti stamani e il ricambio non c’è stato».
Investimenti. Abbiamo trovato delle strutture ordinate e ben tenute, qualcosa di molto diverso da ciò che erano i campeggi un po’ di anni fa. «Nel 2000 – dice Gianni Mussi, titolare de “Il Giardino” e presidente di Assocamping – io ho costruito 10 bungalow in muratura e ho acquistato l’acquapark. Ma allora vedevamo il futuro rosa. In quegli anni tutti hanno fatto investimenti». E adesso c’è chi dice che non si investe più un euro. «Non è corretto – risponde Mussi – investiamo in modo diverso: nel mantenimento e nella cura».
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