Il Tirreno

a due settimane dall’inaugurazione

Marble Weeks fa il bilancio: «Sono 40mila le presenze»

CARRARA. Siamo al primo bilancio per Carrara Marble Weeks. Biglietti non ce ne sono, ma gli organizzatori hanno trovato il modo per calcolare le presenze: «per mostre e dibattiti il calcolo viene...

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CARRARA. Siamo al primo bilancio per Carrara Marble Weeks. Biglietti non ce ne sono, ma gli organizzatori hanno trovato il modo per calcolare le presenze: «per mostre e dibattiti il calcolo viene fatto attraverso il numero delle brochures che sono andate in ristampa. A due settimane dall’avvio della kermesse siamo a oltre 40mila visitatori».

Merito dell’ampliamento, edizione dopo edizione, secondo gli organizzatori , della qualità e della varietà dell’offerta culturale: sono oltre 100 gli eventi in calendario.

La città sta ospitando per le sue vie e le sue piazze otto installazioni, che creano nelle piazze e nelle vie del centro storico ambienti inaspettati e visioni suggestive per tutta l’estate, fino al 7 settembre. E sono in totale 24 le aziende partecipanti che espongono nell’info-point di Via Loris Giorgi.

A completare il quadro si aggiungano le sculture all’aperto, come quelle di Boutros Romhein, e tante altre collocate in strade e vicoli del centro storico. «Sin dall’inizio la manifestazione ha avuto un carattere non autoreferenziale ed esclusivo ed è sempre stata aperta a una contaminazione di generi e a una pluralità di voci» dicono gli organizzatori.

In questo momento sono allestite, tra mostre di arte e design, ben 12 mostre, considerando anche quella dell’Accademia, il progetto espositivo del Centro Arti Plastiche che comprende tre mostre diverse, legate dal filo delle suggestioni michelangiolesche, e la mostre di Cremoni e dello studio Nicoli.

Intorno a questi eventi principali, ruotano una miriade di mostre autoprodotte e di nuovi spazi espositivi che inaugurano in occasione di Marble Weeks.

«La ricerca di qualità è presente in tutte le mostre dedicate al design – osservano gli organizzatori – che schierano il meglio dei progettisti attivi in Italia (Paolo Ulian, Moreno Ratti, Eliana Lorena, Angelo Micheli) e questo contribuisce ad avvicinare anche il pubblico non specializzato»; in questo conta l’esperienza del Paretra, che ogni anno trasforma un supermercato dismesso in un museo dedicato al design.

Marble Weeks ha consolidato la propria vocazione culturale anche attraverso l’organizzazione di dibattiti: dalla “lectio magistralis”, molto partecipata, di avvio del Festival, affidata al critico d’arte Achille Bonito Oliva e all’architetto di fama internazionale Marco Casamonti, fino a una nutrita serie di incontri dedicati alla figura di Michelangelo con storici dell’arte, critici dell’arte, direttori di musei, autori televisivi, esperti di video-arte.

Per quanto riguarda il design e l’architettura significative sono la presenza dell’Adi, l’associazione che rappresenta il design italiano.

Anche le scuole cittadine, la scuola del Marmo e il liceo artistico hanno dato il loro contributo.

Oltre ai visitatori locali o ai turisti che giungono dalle vicine località della costa, dalla Versilia alle Cinque Terre, Marble Weeks sta esercitando un forte richiamo anche nel mondo dell’arte e dell’architettura. Sono sempre più i professionisti, gli artisti, ambasciate di Paesi Esteri e i critici che chiedono informazioni e che dopo essere stati in città dichiarano il loro entusiasmo per questa formula nuova, che fonde aziende, architettura ed esposizioni artistiche.

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