Sicurezza
Erosione, le opere reggono Ma la Partaccia è in crisi
Il fondo di ghiaia a Ronchi ha resistito durante la mareggiata dei giorni scorsi A nord del Frigido, però, sparisce la sabbia e le scogliere non tengono più
MASSA. Sorpresa, gli interventi anti-erosione funzionano: la formula “fondo di ghiaia più sabbia” adottata per il tratto più colpito dal fenomeno, quello a sud del Magliano a Ronchi, ha retto alla prova della recente e forte (anche se meno del previsto) mareggiata. La linea di costa, in quella zona non è arretrata. E, a mareggiata terminata, le file di ombrelloni che i balneari possono dare in affitto sono più o meno le stesse.
Ma le buone notizie sul fronte della lotta all’erosione si fermano qui. Più a sud, verso Poveromo, dove l’operazione ghiaia non c’è stata, la situazione è peggiorata. La costa è arretrata, i volumi di sabbia portati via dal mare sono notevoli. Infatti, al bagno Tropicana le file di ombrelloni sono scese da 9 a 5, al bagno Europa l’acqua è arrivata alle strutture. Insomma, la mareggiata di martedì e mercoledì ha mostrato, ancora una volta, che la battaglia in difesa della costa è lungi dall’essere vinta. «Sì, è vero – dice Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana – nei setti 1, 2 e 3, dove è stata installata l’armatura di ghiaia poi ricoperta da sabbia, la spiaggia ha tenuto ai “morsi”. Ma nelle altre zone i problemi ci sono. Eccome».
Non solo. Nella zona centrale di Marina, dopo anni di relativa tregua, garantita dalle scogliere, l’erosione è tornata a farsi sentire. E ancora peggiore appare la situazione a nord del Frigido, fino al Lavello. Qui, nei giorni scorsi le onde (anche di 3 metri) si sono fatte un baffo delle barriere ormai vecchie di decenni e hanno battuto con violenza sulla spiaggia, obbligando gli operatori a togliere gli ombrelloni. Problemi non nuovi. Solo, sempre più pressanti.
«È chiaro – sostiene ancora Gazzoli – che occorrono ancora interventi strutturali definitivi, su tutta la costa. Per questo noi balneari rilanciamo la proposta: siamo disposti ad accollarci gli interventi di ripascimento e i relativi costi, liberando così risorse che Comune e Provincia potranno usare per le opere strutturali». Quel che si deve evitare soprattutto, però, chiude Gazzoli, «è la lentezza cronica con cui si procede. Non possiamo aspettare fine estate per ri-progettare un interventi, valutarlo e metterlo i gara ritrovandoci così alla vigilia dell’estate 2015, come è stato per questa estate e per le precedenti, con i lavori da finire o appena iniziati».
I tempi, tuttavia, almeno per quanto riguarda la Partaccia, saranno inevitabilmente lunghi. Il maxi intervento anti erosione per quella zona finanziato dalla Regione, finora bloccato dalla vicenda Sin, può ora ripartire. Ma il progetto per rifare le scogliere, ha annunciato tempo fa il Comune, sarà pronto solo a fine anno.
Claudio Figaia
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