Gioco
Un filmato lungo dieci minuti ha incastrato i boss delle bande
Cucite le riprese della videosorveglianza con quelle dei passanti. In piazza c’era anche Andrea Mazzi Ragazza rischia l’arresto: è stata immortalata da un telefonino mentre si accanisce su una coetanea
MASSA. Eccolo il video che ha incastrato Giacomo Pucci, Andrea Bonuccelli, Alessandro Tonlazzerini, Mattia Ricci, Marco Menchini, Alessio Mazzi e Franco Pucci, i ragazzi arrestati l’altra mattina con l’accusa di rissa e lesioni aggravate. In tutto una decina di minuti di riprese, composte da quello girato dalle telecamere di videosorveglianza installate da banche e locali, dai filmati dei curiosi che hanno assistito alla gazzarra e dai proprietari delle auto che sono state danneggiate durante il combattimento con i bastoni e il lancio di bottiglie. Da qui gli uomini della squadra mobile agli ordini di Antonio Dulvi Corcione hanno ricavato i frame più visibili, identificando le sette persone che poi sono state raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare. Anzi, le persone identificate erano una decina, ma il gip Alessandro Trinci nei confronti di un terzetto ha deciso che non c’erano gli elementi per privarli della libertà. Restano, però, indagati a piede libero.
Andrea Mazzi. Il video in mano agli uomini di Corcione rivela che la sera del 27 ottobre in piazza De Andrè c’era anche Andrea Mazzi, il giovane arrestato la notte di Natale con l’accusa di aver ucciso a coltellate Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria. È accanto al fratello Alessio, questo con in mano un bastone. Anche Andrea ha qualcosa in mano ma non si riesce a distinguere cosa sia. E soprattutto nei filmati non si vede mai colpire direttamente qualcuno. Per questo il giudice Trinci ha respinto la richiesta di custodia cautelare.
La ragazza cattiva. Una delle cose più choccanti che gli agenti hanno evidenziato dalle riprese riguarda un combattimento tra donne. Soprattutto una di queste è particolarmente attiva e se la prende con la coetanea: la butta in terra e poi la colpisce ripetutamente con calci e pugni. Anche lei era stata segnata dalla squadra mobile e dal sostituto procuratore Rossella Soffio nella lista di quelli che dovevano essere arrestati, ma il gip non ne ha ravvisato gli estremi. Resta indagata a piede libero.
Gli indagati. Non sono soltanto sette le persone che hanno partecipato alla rissa di piazza De Andrè. Sono più del doppio. Alcuni sono stati indagati, come la ragazza, e quindi per capire se ci sono gli estremi per procedere nei loro confronti occorrerà attendere la chiusura delle indagini.
Le scene più cruente. Basta vedere l’inizio del video per capire che ci troviamo di fronte a un episodio cruento: ci sono decine di persone che circondano la piazza e che osservano quello che accade. All’improvviso partono i calci, scoppia il parapiglia e il conseguente lancio di bottiglie. E compaiono i bastoni. Una successione talmente rapida da lasciare sbalorditi, non sembra neppure reale. Poi le zoomate di chi riprende con lo smartphone i combattimenti uno contro uno più feroci.
Le auto danneggiate. Durante la rissa sono state danneggiate una decina di vetture. I proprietari hanno ripreso chi si accaniva sulle macchine e poi le hanno inoltrate alla questura. Sono stati fondamentali per ricostruire la dinamica e per individuare i responsabili di quel macello.
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