Il Tirreno

Stipendi e intramoenia, i medici e i dirigenti più pagati dell’Asl

Stipendi e intramoenia, i medici e i dirigenti più pagati dell’Asl

Baratta (196mila euro) supera la ds De Lauretis ( 136mila) Ma Passani con la libera professione arriva a 358mila euro

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MASSA CARRARA. Quanto guadagnano i medici della sanità pubblica? Stipendi sostanziosi, in media fra i 75 e i 90mila euro lordi l’anno. Qualcuno di loro, quelli con maggiori responsabilità, anzianità e posizione “gerarchica” (leggi: primari), supera i 100mila. Cifre alte, certo, ma chi di professione salva (o almeno cura)la vita altrui non può essere pagato poco. Su circa 700 posizioni dirigenziali dell’Asl di Massa Carrara (posizioni in cui rientrano i medici a tempo pieno ma anche lo staff della direzione e posizioni di vertice del settore amministrativo), sono 44 i dirigenti che superano quota 100mila, stando alle tabelle relative al 2013 pubblicate dalla stessa Asl.

La classifica. In testa alla classifica non c’è la “capa” Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl ma Alberto Baratta, direttore del dipartimento emergenza-urgenza: 196.501 euro lo stipendio annuo percepito (al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e delle ritenute fiscali). Una maxi retribuzione che scaturisce dal fatto che il dottor Baratta ha diritto a un’indennità per l’uso dell’elisoccorso di ben 75.939 euro che fa impennare il suo stipendio.

Al secondo posto, ecco la ds De Lauretis con 136.971 euro di retribuzione annua. Insidiata, però dal primario di Chirurgia Roberto Troiani (che nel 2014 è andato in pensione), con 133.342 euro; dal dirigente di Diagnostica per immagini (per tutti “Radiologia”) Tito Torri con 131.055 euro; dal dirigente di Ginecologia Paolo Migliorini (132.410 euro); dal dottor Giuliano Biselli, direttore del “civico” di Carrara 128.129).

Stipendi elastici. A comporre la retribuzione dei dirigenti Asl sono diverse voci. C’è uno stipendio tabellare (in media 39.900 euro) fisso, c’è una componente data dalla posizione e dalle indennità ad essa correlate – e qui si va da 2-3mila euro ai 50mila degli ex primari – ; e ci sono altre retribuzioni accessorie, legate agli incarichi o all’indennità di elisoccorso (un benefit aggiuntivo per i rischi connessi al volo) e altro.

133 milioni per il personale. Le risorse umane, del resto, sono fondamentali in un comparto come la sanità, dove contano sì le strutture e i macchinari per diagnosi e cura, ma anche e soprattutto le professionalità. Non a caso, l’Asl ha speso (nel 2013) 133,7 milioni di euro per le retribuzioni del personale. Di cui 110 milioni per i ruoli sanitari, così divisi: 50 milioni di euro per i medici e 59 milioni per gli infermieri.

L’intramoenia ti fa ricco. Non pochi medici affiancano alla attività ospedaliera, la libera professione in regime di “intramoenia”, in sintesi un’attività pagata dal privato svolta in convenzione nelle strutture pubbliche dell’ Asl. E per qualcuno di loro questa seconda attività produce redditi molto alti. Recordman assoluto dell’intramoenia è Franco Passani, oculista: 250mila euro nel 2013, a cui il medico carrarese può aggiungere i 108mila euro di stipendio, per un totale che sfiora i 360mila euro annui. Al secondo posto il priomario di ginecologia Paolo Migliorini: 119.697 euro (più132mila di retribuzione Asl). Distanziati, ma comunque ben remunerati altri medici.

Il radiologo Giovanni Veroni ha racimolato 53.730 mila euro dall’intramoenia (94mila euro il suo stipendio lordo); l’andrologo Bruno Bianchi ha incassato dalla libera professione 69.868 euro (più 101mila di stipendio). Roberto Marrai, ginecologo, ha guadagnato 71.707 euro con l’intramoenia; Cristian Pozzi, anch’egli ginecologo 46.987 euro; poco di meno, 44879 euro, un’altraa ginecologa: Alessandra Kemeny (ginecologia è la specialità in cui è più praticata l’intramoenia).

E le liste di attesa? C’è da dire che, almeno a un’occhiata superficiale, la libera professione in convenzione è più diffusa in specializzazioni per le quali, negli ambulatori pubblici Asl non ci sono lunghi tempi di attesa. E questo è un bene.

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