Sicurezza
Politeama, gli esperti: «Il pericolo c’era»
CARRARA. Nuova udienza ieri in Tribunale per i crolli del Politeama. Davanti al giudice cominciano i sfilare i tecnici. È stato infatti sentito, soprattutto dall’accusa e dalle parti, Daniele...
CARRARA. Nuova udienza ieri in Tribunale per i crolli del Politeama. Davanti al giudice cominciano i sfilare i tecnici. È stato infatti sentito, soprattutto dall’accusa e dalle parti, Daniele Ferretti, consulente del pubblico ministero. L’udienza è aggiornata al 29 luglio.
Se si dovesse riassumere, con estrema sintesi e con un po’ di approssimazione, ciò che è emerso ieri dall’udienza in Tribunale, si potrebbe dire: «Il pericolo c’era, tant’è che il crollo si è poi verificato». Stiamo parlando del crollo del 2011, quello su lato via Roma, quello che la cittadinanza si chiede se si poteva davvero evitare.
«Dalle parole di Ferretti – dice l’avvocato Giovanni Altadonna, che rappresenta Il Caffè del Teatro – si capisce che ritenga che non vennero fatte una serie di valutazioni e di collaudi che si sarebbero dovuti fare sulla struttura del Politeama. E che il pericolo era stato segnalato».
Sempre dalle dichiarazioni di Ferretti, si desume ormai appurato che già «il primo crollo – aggiunge Altadonna – era segno di un progressivo decadimento della struttura».
Nell’udienza di ieri è inoltre emerso che il crollo lato via Roma non sarebbe stato provocato da un’aggiunta (di pesi e volumi), ma piuttosto da come le catene “di tiraggio” (tipiche dell’edilizia “storica”) hanno reagito. Ricostruiamo: la colonna è già collassata, c’è un abbassamento complessivo della struttura, il peso si ridistribuisce, la parte centrale dell’edificio è puntellata, mentre quella laterale (via Roma) non lo è; le catene dunque tirano lateralmente e il risultato è un complessivo “scombinamento” della struttura del Politeama. «C’è l’ipotesi che le catene siano state tagliate in alto – dice l’avvocato Alessio Menconi, legale della società Politeama 1 e Caprice – quando venne rifatto il tetto con un cordolo di cemento armato, quando vennero tolte le volte. Stanno venendo fuori aspetti interessanti – aggiunge – Vedremo. Alla prossima udienza anche noi porremo i nostri quesiti al perito».
Il “pasticcio” del Politeama in Tribunale sarà soprattutto una battaglia di perizie. Molte tecniche e per addetti ai lavori, a quanto pare. La città starà a vedere.
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