Il Tirreno

Sequestro sulla costa

150mila etichette per taroccare abiti

VERSILIA. Quando gli agenti hanno bloccato l’auto con a bordo i tre cittadini senegalesi, alle porte di Forte dei Marmi, sapevano di non essersi sbagliati. Ma forse neanche loro avrebbero immaginato...

2 MINUTI DI LETTURA





VERSILIA. Quando gli agenti hanno bloccato l’auto con a bordo i tre cittadini senegalesi, alle porte di Forte dei Marmi, sapevano di non essersi sbagliati. Ma forse neanche loro avrebbero immaginato di ritrovarsi, da lì a poco, davanti a un vero e proprio magazzino di stoccaggio all’interno dell’abitazione di uno dei sospettati. Oltre a decine di borse contraffatte, sono stati sequestrati sacchetti contenenti qualcosa come 150mila etichette di stoffa, pronte per essere attaccate su altrettanti capi di abbigliamento che sarebbero stati riversati sulle spiagge della costa.

Già nelle settimane scorse gli agenti della municipale avevano messo sotto osservazione uno dei tre senegalesi. «Eravamo convinti che non fosse un “semplice” venditore ambulante», confida il comandante Giuseppe Antonelli.

I pedinamenti si sono conclusi giovedì, quando il senegalese è stato fermato, insieme a due connazionali, mentre a bordo di un’auto stava entrando a Forte, imboccando strade secondarie nella speranza di evitare i controlli. Gli agenti di municipale e polizia hanno ispezionato il veicolo, trovando 22 borse di marca, contraffatte (da Prada a Gucci, da Colmar a Louis Vuitton).

Ma è stato al momento delle perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei senegalesi (una a Ronchi e l’altra a Marina di Massa) che il blitz si è rivelato qualcosa in più del semplice contrasto del fenomeno “al dettaglio”. Nella casa a Marina gli agenti hanno sequestrato oltre 150 mila etichette e marchi di stoffa (Belstaff, Woolrich, Moncler). Molte etichette erano già divise in kit per singolo capo, così da applicare i marchi di misure diverse in più punti, come avviene per i prodotti originali.

I tre senegalesi, tutti sulla trentina, sono stati denunciati in stato di libertà per commercio di merci contraffatte. Per uno di loro è scattato l’ordine di lasciare l’Italia entro 15 giorni (in passato gli era stato rifiutato il permesso di soggiorno dalla questura di Bergamo), mentre gli altri due hanno ricevuto il foglio di via dai comuni della Versilia per le residenze a Bergamo e a Massa.

Come spiegato dal dirigente della polizia Enrico Parrini, gli agenti cercheranno ora di capire se i tre erano i responsabili del magazzino di stoccaggio o semplicemente i custodi del “tesoro in etichette”, provando a risalire ai piani ancora più alti dell’organizzazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa