Proteste
Nca, nel capannone restyling da 12 milioni
Tende di 16 metri, divani bianchi, stanze riunioni rivestite di pelle o legno Sculture e stucchi nella reception, così un cantiere diventa extralusso
CARRARA. Un viaggio nel cantiere, gestione Costantino. Abbiamo voluto vedere con i nostri occhi come è cambiata l’azienda che dopo il j’accuse del presidente del gruppo ai “lavoratori fannulloni” è finita al centro di un dibattito che ha scavalcato ben presto i confini della provincia apuana. E, soprattutto, abbiamo voluto fotografare quanto sia stato trasformato, il cuore operaio di Nca - che nell’immaginario collettivo era il vecchio capannone in cemento T 2.1 - in una fabbrica con stucchi preziosi e tende lunghe 16 metri, dove il lusso comincia dalla reception, per finire poi - riprodotto in scala - nelle imbarcazioni a cinque stelle. Un investimento da 12 milioni di euro per cambiare il volto al cuore amministrativo di un’azienda: «più che tedesca» nella gestione dei costi- precisa l’amministratore delegato Stefano Pacciani - ma con il valore aggiunto dell’asset del bello tutto italiano».La visita a Nca comincia alle 8 e 30 del mattino. Si varca la facciata tirata a lucido, con tanto di aiuola con campanule viola, che affaccia su viale Colombo, e sembra di entrare in un altro mondo. Alla reception c’è un’impiegata in tailleur blu bordato di bianco, con i capelli ordinati in una coda di cavallo. Tutto attorno una vera e propria galleria d’arte. I bronzi di Harry Marinsky “Alice e la regina rossa” e “After the ball”: un gigantesco paio di scarpe da danza appoggiate su uno dei bassi tavoli a specchio. E ancora, la testa del David di Michelangelo, sempre in bronzo, e i quadri, giganti di Mihail Chemiakin. Il sottofondo è una musica spagnola, i divani sono in pelle chiara, a parete, e, al centro uno grigio acciaio riproduce la forma di un pesce. Le poltrone sono in velluto color champagne e nero e sono proprio accanto alla mensola in cui campeggiano i trofei vinti dalla Tecnomar per le IMBarcazioni. Quello che colpisce oltre all’arredo ricercato e alle opere d’arte (il cantiere ogni quattro mesi - ci spiegherà poi la dottoressa Federica Lo Franco del dipartimento marketing - ospita artisti nazionali e internazionali e gli armatori, spesso, sono i principali acquirenti delle opere esposte) è l’odore di pulito. Proprio come avviene sugli yacht, gli addetti alla manutenzione, puliscono in continuazione. Non solo dentro, ma anche negli spazi esterni. Il tour nel cuore amministrativo di Nca, prosegue al primo piano: qui, protette da porte di legno e stucchi dorati, alte quattro metri, si aprono 3 sale riunioni: una è tutta rivestita in pelle, una in legno e una con le pareti protette da tende di seta drappeggiate: sono gli stessi rivestimenti che possono essere riprodotte nei mega yacht. La quarta sala è la più grande: i piedi affondando letteralmente nella moquette, può accogliere comodamente 50 persone e, su una parete troneggia un mega schermo effetto cinema. «Qui- spiega l’ad Pacciani - si fanno le scelte definitive ». E, ad affare concluso, il brindisi avviene nel bar interno, quello utilizzato dai dipendenti degli uffici per la pausa pranzo: divani in pelle e conche di ghiaccio con le bottiglie di champagne.
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