Il Tirreno

«Era una guerra tra bande: dalle risse all’omicidio»

di Manuela D'Angelo
«Era una guerra tra bande: dalle risse all’omicidio»

Per gli inquirenti l’uccisione, a Natale, di Fruzzetti e Baria non è frutto di casualità ma di premeditazione: lo dimostrerebbe il legame tra una serie di violenti scontri

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MASSA. È stata una guerra tra bande quella che ha portato prima al ferimento di due giovani, Marco Menchini e Franco Pucci , fuori dalla discoteca Baraonda la notte del 20 dicembre, e poi alla morte di Enrico Baria e Andrea Fruzzetti la notte di Natale.

«Gruppi di giovani, i cui nomi sono ricorrenti- dice il dirigente della Squadra Mobile di Massa Antonio Dulvi Corcione-; gruppi contrapposti che abbiamo ritrovato, a vario titolo, in numerosi teatri di violenza avvenuti tra Massa e Montignoso negli ultimi anni e, particolarmente, negli ultimi 9 mesi». A confermare l'ipotesi che Massa non è mai stata estranea alle guerra tra piccole bande di quartiere, lo dimostrano gli ultimi sette arresti effettuati giovedì mattina, all'alba, dalla Squadra Mobile su provvedimento della Procura: sette misure di custodia cautelare ai domiciliari, per sette giovani massesi, tutti tra i 22 e i 30 anni protagonisti della prima rissa avvenuta tra chi 'appartiene' ai Poggi e chi a Villaggio Castagnara.

«Era la sera del 27 ottobre 2013- racconta il dirigente Corcione- siamo in una piccola piazza di Montignoso, davanti ad un bar; dettero vita ad una rissa feroce, nella quale furono adoperati bastoni, bottiglie di vetro, spray urticanti; furono distrutte sedie, vetrine, fioriere e diverse auto in sosta». La piazzetta di cui parla la polizia è piazza De Andrè a Cinquale: si vedono, si riconoscono, non si piacciono, non tutti possono stare seduti in quel locale, invadere i territori altrui; ne nasce una rissa furiosa, rimasero feriti anche tre pubblici ufficiali, ma c'erano numerosi testimoni, qualcuno ha ripreso tutto con un telefonino e le telecamere di video sorveglianza della piazza hanno fatto il resto. Quelle persone hanno un nome e un cognome, sono sette, identificate e arrestate. Ma c'è di più: «Dalle indagini- si legge chiaramente nel comunicato diffuso dalla Polizia di Stato- emerge che alcuni di loro risultano già indagati per i gravissimi fatti di sangue, accaduti nel mese di dicembre, sia il duplice ferimento con armi da punta e da taglio all'esterno di una discoteca di Montignoso, sia l'uccisione, sempre con armi bianche, di due ragazzi la notte di Natale in piazza Mercurio a Massa».

Ecco il filo conduttore, nero su bianco dagli investigatori e dalla Procura: in piazzetta De Andrè 'quelli' dei Poggi vengono colpiti, anche nell'orgoglio, con spray urticanti, mazze, sedie. "Ti abbiamo fatto gli occhi neri stasera" scriverà uno dei coinvolti sul suo profilo Facebook, schernendo Giacomo Pucci, che si difenderà sempre sul social rispondendo "Solo le checche come voi usano lo spray al peperoncino, altro che occhi neri".

Dopo quella sera i ragazzi si parlano sempre su Facebook: "Non mi importa della galera, la devono pagare, li trito" scriverà Andrea Mazzi, oggi in carcere per l'omicidio di Baria e Fruzzetti; la sera del 21 dicembre è il primo atto della vendetta: Pucci si reca in zona nemica, il Baraonda e lì ferirà i due cugini, poi verrà arrestato e condannato a 8 anni e 4 mesi; tra le bande si sparge la voce che partirà la vendetta per i due giovani feriti, è un rincorrersi; la seconda puntata si giocherà a Massa, il 25 dicembre, la notte di Natale che vide due morti in Piazza Mercurio.

La certezza è che Giacomo Pucci e Andrea Mazzi hanno colpito e ferito, anche se Mazzi continua a dire di essersi solo difeso e di aver trovato per strada il coltello.

La Procura sta cercando di dimostrare che per i fatti del Baraonda e di piazza Mercurio c'è stata la premeditazione.

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