Il Tirreno

Concerti in piazza, un assessore in bilico

di Cinzia Chiappini
Concerti in piazza, un assessore in bilico

Tutti contro Traversi. I commercianti pronti e chiederne la testa, Paris Mazzanti: mi ha dato del codardo, si scusi

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CARRARA. Non si placano le polemiche sugli eventi a pagamento in Piazza Alberica. Le dichiarazioni dell’assessore Fabio Traversi hanno scatenato un nuovo putiferio: furibondi i commercianti della storica piazza, pronti a chiedere le dimissioni dell’assessore. «Mi ha dato del codardo, si scusi» tuona a sua volta il direttore di Carrara Fiere, Paris Mazzanti.

Iieri mattina, piazza Alberica, è stata al centro di un via vai di negozianti, che avrebbero lanciato una petizione per chiedere le dimissioni di Traversi. La querelle sugli eventi a pagamento in Piazza Alberica, durante Marble Weeks, potrebbe dunque sfociare in un documento, sottoscritto dai commercianti del centro, per chiedere la “testa” di Fabio Traversi, titolare delle deleghe a commercio e turismo. Per ora si tratta, tuttavia - solo di indiscrezioni, davanti alle quali, il presidente del consorzio Carrara in Vetrina, Lorenzo Baglioni, si trincera dietro un “no comment”. Alla vigilia di Vocal War, la gara canora organizzata dal consorzio, il rappresentante dei commercianti del centro città preferisce rimandare la replica all’assessore ai prossimi giorni. Martedì, Traversi, aveva risposto con durezza alle obiezioni sollevate sia da Baglioni sia da Paris Mazzanti, direttore di Carrara Fiere/Imm, agli eventi a pagamento in Piazza Alberica: «Hanno avuto tutto il tempo per esprimere le loro perplessità nelle sedi opportune e invece hanno aspettato il primo concerto per innescare una polemica che nuoce all’immagine di tutta la città», aveva dichiarato, accusando Baglioni e Mazzanti di «mentire». Parole pesanti, a cui per ora il presidente del ccn Carrara in Vetrina non risponde mentre rispondono, e anche in modo piccato, alcuni suoi colleghi commercianti del centro storico. Il tenore delle dichiarazioni è sempre lo stesso: no ai concerti a pagamento durante Marble Weeks, perché limitano l’afflusso dei visitatori, meglio organizzarli nei periodi di magra, come agosto, quando in centro città non è previsto praticamente alcun evento. Poi c’è qualcuno che si sbilancia: il più duro è Mirco Verona, del negozio “Proposta”, uno “stakanovista” delle aperture, uno di quelli che in occasione di manifestazioni ed eventi, tiene le serrande alzate fino a notte fonda: «Ha ragione Baglioni, chiudere la piazza dalle 17.30 alle 24, durante Marble Weeks e in periodo di saldi è un danno gravissimo» afferma il commerciante, che poi se la prende con Traversi. «Chi è l’assessore al Commercio? Io non lo conosco, qui non è mai venuto, leggo solo le sue dichiarazioni sui giornali» attacca Verona, suggerendo che nel caso di questa accesissima polemica, Traversi avrebbe potuto andare in Piazza Alberica per confrontarsi “faccia a faccia” con i diretti interessati. Cristian Storto, del negozio JagMag di via Rossi, apre un altro fronte: «E’ inutile nascondersi dietro a un dito, le polemiche dipendono anche dalla proposta artistica: per Roby Facchinetti in piazza Alberica chiedevano 35 euro. Con la stessa cifra si può vedere Bruce Springsteen a San Siro mentre con 10 euro in meno a Lucca propongono Brian Adams» osserva il commerciante. Ma le reazioni alle dichiarazioni dell’assessore non arrivano solo dal mondo del commercio: chiamato in causa dallo stesso Traversi, Paris Mazzanti, replica «Dandomi del codardo ha perso il senso delle parole, si scusi». Tornando poi al merito, il direttore di Carrara Fiere ricorda di aver espresso le sue perplessità sui concerti a pagamento, il 5 giugno, in una delle riunioni organizzative. Obiezioni rimaste inascoltate, almeno fino al giorno immediatamente successivo al concerto di Facchinetti, quando sono approdate sulla stampa. «Marble Weeks è nata per valorizzare Carrara e il suo marmo, siccome funziona, non possiamo buttarci dentro di tutto», afferma Mazzanti, spiegando che il rischio è snaturare l’identità della manifestazione con eventi che poco o nulla hanno a che fare con essa e che, oltretutto, “ostacolano” la fruibilità delle attrazioni. Di qui l’ultimatum del direttore di CarraraFiere: «Se si vuol trasformare Marble Weeks in un potpourri, lo si dica, si cambi il nome della manifestazione e noi faremo le nostre valutazioni». Viste le tensioni tra gli organizzatori, è lecito chiedersi se questa polemica abbia compromesso definitivamente la possibilità di farli tornare tutti attorno a un tavolo per la prossima edizione di Marble Weeks: «Nulla è compromesso, il mio riferimento è il sindaco di Carrara, nessun altro» conclude perentorio Mazzanti.

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