Il dolore
Alessio e Andrea Mazzi, gemelli nella band
Il primo aveva come mito il Libanese di Romanzo criminale; il secondo rischia l’ergastolo
MASSA. Alessio credeva di essere il Libanese, Andrea, invece, non si ispirava a nessun personaggio televisivo. Lo aveva detto a tutti che avrebbero sentito parlare di lui a lungo. E il duplice omicidio di Natale ne è stata la tragica conseguenza. Sono i gemelli Mazzi, due ragazzoni poco più che ventenni con in testa il mito degli uomini d'onore. Il primo è stato arrestato ieri mattina dalla squadra mobile ed è stato messo ai domiciliari, altro è rinchiuso nell'infermeria del carcere di Massa dal giorno di Santo Stefano e rischia seriamente di essere condannato all'ergastolo. La banda dei Poggi erano loro, insieme a Giacomo Pucci. E a un altro paio di giovani che sono ancora oggetto di attenzioni da parte degli inquirenti. Ecco perché la Procura non ha fornito i nomi degli arrestati: quelli che facciamo arrivano da altri attendibili canali e indiscrezioni.
Lo scenario descritto dal Tirreno in questi mesi era quello di una guerra tra bande. Ed è stata una guerra, che in parte deve essere ancora disinnescata. Dietro probabilmente la voglia di essere la gang più pericolosa di Massa ad aver spinto gli affiliati alle due fazioni a prendere pistole e coltelli per mettere a posto chi non voleva sottomettersi. Affiliati, come nella criminalità organizzata. La struttura, hanno scoperto le forze dell'ordine, era quella. Più per scimmiottare che altro.
Ci avevano provato Andrea e Alessio a fare una vita normale, quella che è fanno le persone che si vogliono tenere lontane dai guai. Avevano aperto una piccola pizzeria davanti al tribunale. Guarda a volte il caso. Si chiamava i Gemelli. All'inizio sembrava che le cose potessero andare per il verso giusto, invece come in un romanzo criminale ecco che il destino si mette di traverso. Un episodio accende le attenzioni sui fratelli: una strana rapina e una borsa di pistole e fucili che viene portata via. Le armi non dovevano esserci perché i Mazzi non dovevano averne di armi. Il capo della squadra mobile Antonio Dulvi Corcione decide di tenerli d'occhio. Un'intuizione che di fatto quando è stato il momento di indagare sul conflitto Poggi-Castagnara si è rivelata decisiva.
A finire nel mirino degli inquirenti per primo è Alessio, è lui che partecipa alla rissa di piazza De Andrè. Ed è lui che viene ripreso dai telefonini di chi assiste a quella gazzarra mentre sferra colpi contro quelli di Montignoso. Una prova di coraggio, secondo gli inquirenti, che lo aveva fatto “salire di grado”, uno di cui il capo Giacomo Pucci poteva contare quando c'era bisogno. Uno che non si tirava mai indietro, come vuol far credere la foto del Libanese - l'attore Francesco Montanari - che ha messo come immagine del suo profilo Facebook. Uno psicologo probabilmente direbbe che Andrea ha voluto dimostrare di essere lui il gemello dominante, affrontando praticamente da solo Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria. Una prova di coraggio che potrebbe costargli il carcere a vita, ma che lo ha fatto sentire il capo della banda per una notte. La fuga nella casa della sua famiglia in Lunigiana invece ha svelato una fragilità che è normale alla sua età.
Tra le sette ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Alessandro Trinci non ci sono ragazze, ma le indagini dicono il contrario. Le sorprese non sono finite, l'inchiesta va avanti.
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