Gioco
Porto, Messineo: «Meglio con la Spezia che con Livorno»
Dibattito sull’ipotesi di accorpamento, per il presidente della Porto Authority ci conviene andare con i liguri
MARINA DI CARRARA. L’autorità portuale di Marina di Carrara, così come è, ci serve o non ci serve? E nell’ottica di un probabile accorpamento, sarebbe meglio unirsi a La Spezia o a Livorno?
Sono state anche queste le tematica affrontate ieri durante la tavola rotonda dedicata alla “governance dei porti” organizzata dall’Autorità Portuale di Marina di Carrara, mentre a Roma si discute di una complicata Riforma Lupi, fatta di razionalizzazioni, spending review e obiettivi infrastrutturali ed economici.
Nel clima di incertezza, gli operatori del settore hanno però le idee chiare su quanto sia importante mantenere vive le autorità portuali nei territori. « Mobilitiamo poche merci- spiega il presidente della Porto Authority marinella Francesco Messineo – ma questo dato è spesso irrilevante. Il calo delle merci, da due anni a questa parte, è legato alla mancanza del traffico dei traghetti (ro-ro) con la Sardegna; arrivavano grandissimi volumi di merce, ma con un valore aggiunto scarsissimo, in termini di economia e posti di lavoro: il traghetto arrivava in porto, si calava la rampa e i camion partivano e uscivano, senza che ci fosse bisogno di organizzare attività di carico e scarico. Quello che invece sta nascendo nel nostro porto è una tipologia di traffico diversa, che in termini di tonnellate è quasi invisibile (poche decine di migliaia l’anno) ma muove iniziative che hanno ricadute economiche e occupazionali enormi. Parlo delle lavorazioni della General Electric nello stabilimento del Nuovo Pignone e dell’attività dei Nuovi Cantieri, per centinaia di milioni di euro di ricaduta economica e migliaia di posti di lavoro. Progetti che senza l’Autorità Portuale, che mi piace definite cabina di regia, non si sarebbero attuati. Noi- continua Messineo – abbiamo permesso agli imprenditori di ottenere in breve tempo le autorizzazioni necessarie. Abbiamo facilitato i contatti con gli altri enti. Abbiamo realizzato le infrastrutture e risolto i problemi nel momento in cui ci si presentavano. La mia preoccupazione è che, allontanando la regia dal luogo dei problemi, i tempi di reazione si rallentino con conseguenze disastrose».
Il tema della riforma delle Autorità Portuali tende a ridursi al numero di quelle che dovranno mantenere autonomia gestionale e funzionale, e quelle che verranno accorpate. Marina di Carrara, sostengono gli esperti, è destinata a scomparire. Il tema è: se verso Livorno o verso Spezia, un caso tanto politico quanto logistico. «Amministrativamente – osserva Messineo – apparteniamo alla Toscana e vorremmo che rimanesse così, ma logisticamente ed economicamente per noi sarebbe più vantaggioso l’accorpamento con La Spezia; condividiamo le infrastrutture di accesso e il mercato di riferimento, siamo complementari perché loro sono specializzati nel traffico dei container e prodotti petroliferi, con lo spazio anche per le crociere, noi ospitiamo merci varie e project cargo. Dal punto di vista funzionale e operativo per noi sarebbe la soluzione migliore. Fermo restando che lotteremo per tenere aperta la nostra Autorità portuale».
Di grande rilievo anche l’intervento dell’ammiraglio Felicio Angrisano, comandate generale delle Capitanerie di porto: «In me avrete sempre un alleato- ha detto- perché conosco il ruolo delle autorità marittime e quello delle autorità portuali; entrambi contribuiscono a migliorare la vita economica di ogni territorio, con funzioni diverse ma lavoriamo per sviluppare l’economia, con un solo motto: schiavi sì del porto ma mai sudditi».
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