Il Tirreno

La Regione dà 5 milioni per i distretti

La Regione dà 5 milioni per i distretti

A Carrara 3,5, a Massa 1,8 per potenziare il complesso di via Bassa Tambura. Opa: salvezza nero su bianco

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MASSA. La Regione mette di nuovo le mani al portafoglio e tira fuori altri 24 milioni per la sanità di Massa Carrara: 1,8 milioni per il potenziamento del distretto sanitario di via Bassa Tambura (ampliamento per creare altri 800mq - ora ce ne sono circa 2500 - destinati ad ambulatori e servizi); 3,5 milioni per ilo distretto sanitario di Carrara; 19 milioni per l’ospedale unico. Un impegno gravoso quest’ultimo e dovuto al fatto che nel piano finanziario generale dell’opera figuravano proventi dalla vendita di tutti gli immobili sanitari (ospedale compreso, convertibile in appartamenti) pari a 27 milioni. Per ora l’Asl non ha incassato un solo euro e la stima è stata rifatta e portata a 13 milioni perchè, appunto, il distretto di via Bassa Tambura non verrà venduto ma addirittura potenziato. La delibera della giunta regionale del 9 giugno scorso e per quanto riguarda Massa conferma la sede del dipartimento di salute mentale in via Marina vecchia; i fondi di via Modena; il punto prelievi delle Villette e delle vetrine del Brugiano; la Rsa Pelù ancora da collaudare come tale e da destinare agli anziani non autosufficienti.

Basta tutto questo per dare risposte ai bisogni dei cittadini? Di questo - e di altro - si è parlato l’altra sera alla festa organizzata dagli arancioni al parco della Comasca. C’era il sindaco Alessandro Volpi, la dottoressa Franca Leonardi a far gli onori di casa, il direttore della Fondazione Monasterio Luciano Ciucci, il presidente dell’ordine dei medici Carlo Manfredi e il coordinatore dei medici di famiglia Armando Colle; i sindacalisti Isa Zanzanaini (Cgil) e Claudio Salvadori (Uil).

Ci vorrebbe un libro e non quattro colonne per dare spazio a tutti gli interessanti e competenti interventi. Sintetiziamo, limitandoci alle sole strutture .

Opa. Buone notizie. Luciano Ciucci conferma che per la messa nero su bianco della salvezza dell’Opa siamo molto vicini. Ci sono stati incontri e impegni: in sostanza, c’è l’impegno finanziario per la ristrutturazione di Montepepe dopo il trasferimento in viale Mattei del dipartimento materno infantile; c’è l’impegno a creare un punto nascite sia per i feti con problemi cardiaci sia per le madri con cardiopatie. C’è infine l’impegno a creare con la S.Anna di Pisa un centro di alta formazione. Vedremo.

Distretto. Sul distretto Volpi ha difeso a spada tratta la sua scelta di non andare alla costruzione di un nuovo distretto vicino alla stazione. Primo, e soprattutto, dopo l’acquisto del terreno dalle Fs per 1,8 milioni non c’erano garanzie che poi la Regione mettesse altri 7-8 milioni per la costruzione. «Il rischio era notevole tanto più che avremmo dovuto cambiare nel frattempo destinazione d’uso (residenziale) per via Bassa Tambura», ha spiegato. Per Volpi meglio investire nell’ampliamento di via Bassa Tambura, cercando soluzioni anche viabilità e parcheggi. Il sindaco ha parlato anche di impegni e verifiche per il distretto di Marina, con l’obiettivo di ampliare se possibile (almeno 500mq) la sede di via Modena e non nasconde di aver pressato la Regione perchè ritiene necessario «un terzo polo» magari da trovare urbanisticamente su proprietà pubblica. Certamente ha detto Volpi, «il problema vero sono le cure intermedie: pochi 28 posti bisogna cercare di fare di più».

Sul distretto gli Arancioni hanno da sempre un’altra posizione: ovvero che era meglio abbandonare via Bassa Tambura e costruire ex novo un distretto alla stazione («se la Regione si era assunta l’impegno sul terreno perchè non averbbe dovuto poi finanziare il distretto?. Ma vista che la decisione è presa, Cordoni guarda avanti e si chiede, e chiede, a sindaco e all’Asl (assente al dibattito seppur invitata) dove troveranno materialmente posto i venti ambulatori ora presenti nell’ospedale visto che «sarà ben difficile collocarli nei 700mq in più di via Bassa Tambura ed è difficile collocarli anche all’ospedale nuovo visto che si tratta di un nosocomio per acuti».

Dove finiranno i 20 ambulatori? L’Asl batta un colpo.

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