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Il dibattito si infiamma anche su Facebook

CARRARA. Un palco della discordia montato, e smontato in tutta fretta, in piazza Alberica. Un evento, quello in programma sabato (costo del biglietto 20 euro) cancellato dal calendario. Una corsa...

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CARRARA. Un palco della discordia montato, e smontato in tutta fretta, in piazza Alberica.

Un evento, quello in programma sabato (costo del biglietto 20 euro) cancellato dal calendario.

Una corsa a scaricare la propria responsabilità per quanto successo, a cominciare dal discusso concerto a pagamento di Roby Facchinetti. E, sullo sfondo, commercianti che si lamentano perché la piazza chiusa, proprio in occasione dell’evento a pagamento, ha dato una mazzata agli affari.

Gli spunti sono tanti e, oltre a far discutere la città hanno acceso la discussione anche sul social.

«Ma chi caspita li ha decisi questi spettacoli in Piazza Alberica a Carrara? L'organizzazione Marble Weeks? No. L'assessore alla cultura? No, la consulente del sindaco per la stagione estiva? No, la Commissione Cultura del Consiglio Comunale? No.... Boh?»

E il post che, su facebook, ha accompagnato l’intervista al direttore di CarraraFiere, uscita ieri sul nostro giornale.

Nel mirino gli spettacoli a pagamento che stanno infiammando il dibattito, anche sul social oltre che in città.

A intervenire, su facebook, è anche il presidente di CarraraFiere Fabio Felici, che, con tanto di foto, nome cognome, posta: «Gli spettacoli sono di un imprenditore cittadino. Semmai sarebbe interessante capire chi li ha autorizzati.......Noi (Carrarafiere) il problema lo abbiamo sollevato mesi fa. Non sarebbe stato più utile (oltretutto) farli dopo il 2 Agosto, quando Marble weeks è finita?»

Qualcuno, invece, punta il dito sul dopo concerto: «E del palco lasciato pieno di immondizia che nessuno si è preso la briga di pulire? Neanche Amia forse non era di sua competenza ma non un bel vedere. Carta bottiglie della birra e di plastica ovunque».

In molti rimpiangono altre estati, quando piazza Alberica ospitava la rassegna “Musica e suoni dal mondo” e chi fa un’analisi un po’ più politica: «Abbiamo al momento 4 assessorati alla cultura diversi, tra i quali probabilmente il meno influente è quello ufficiale. Non si sa nemmeno chi da i permessi per i dehors...e gli operai in via Verdi hanno perso la livella».

Insomma Facebook diventa, come spesso accade la cassa di risonanza di una questione su cui, in città come sul social, quello che si vorrebbe venisse fuori è la chiarezza su quanto successo. Intanto proprio sul social si annuncia la cancellazione dell’evento di sabato. Mentre si attendeva, osservando in diretta e in tempo reale, che il palco venisse smontato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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