Proteste
Il Comune chiede i danni al Cermec
Palazzo civico si costituisce parte civile contro i 16 imputati dello scandalo rifiuti
CARRARA. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile contro i 16 imputati del processo relativo allo scandalo del Cermec, di cui il comune di Carrara è socio al 48%, quello di Massa al 47% e la Provincia al 5%. La decisione è stata formalizzata con una delibera di Giunta del 3 luglio. L’Amministrazione carrarese sarà rappresentata dall’avvocato Dino Del Giudice, già incaricato dal comune di Massa «per ottenere il risarcimento dei danni patiti dall’Ente in conseguenza della condotta di reato ascritta agli imputati».
Cermec è ancora alle prese con un “buco” nei bilanci da 24 milioni, che nel 2011 l’ha costretto al concordato preventivo. Il presidente della società, Ugo Bosetti, nominato nel 2010 per riparare a questa situazione, ha chiuso il bilancio consultivo 2013 con un attivo di 1,6 milioni prima delle tasse che ammontano a circa 700mila euro. Ma le difficoltà restano tante.
Il Comune di Carrara, intanto, si affianca a quello di Massa e al Cermec stesso come parte civile, puntando al riconoscimento dei danni di immagine, ambientali e patrimoniali e al loro risarcimento, da quantificare, dal momento che l’ente si è trovato costretto ad esborsi importanti per garantire il servizio di smaltimento rifiuti e l’attività dell’azienda.
Nel processo Cermec, apertosi il 28 maggio al Tribunale di Massa e rinviato al 14 luglio, ci sono rinviati a giudizio funzionari pubblici, politici, amministratori di società e imprenditori. Gravi le accuse, che partono dall’associazione per delinquere e proseguono con corruzione, concussione, abuso d’ufficio e truffa ai danni dell’Unione Europea. L’inchiesta ruota intorno al finanziamento comunitario per la costruzione di ErreErre, impianto pubblico-privato per il bricchettaggio e il riciclaggio rifiuti, in cui si sarebbero dovuti lavorare i sovvalli del Cermec. Questo impianto, però, fra lavori a rilento e costi lievitati da 16 a 23 milioni, non è mai stato pienamente operativo, fino al sequestro e all’incendio doloso che lo ha distrutto nel 2012.
Il primo nome che figura nel decreto di rinvio a giudizio, firmato il 9 gennaio dal giudice per le udienze preliminari Simonetta Boccaccio, è quello di Domenico Del Carlo, di Pietrasanta, amministratore delegato di ErreErre (e rappresentante del socio privato Delca) dal maggio 2003 all’ottobre 2010; seguono poi Roberto Vaira (Carrara), che, come presidente di Cermec (dal 1997 al 2005), partecipò nel 2003 alla costituzione di ErreErre, di cui restò presidente fino a maggio 2005, quando lasciò entrambe le cariche per diventare direttore generale Cermec (fino all’estate 2010); Augusto Cardinotti (Lucca), rappresentante di Delca nel cda di ErreErre da maggio 2003 alla dichiarazione di fallimento; Luciano Bertoneri, presidente di ErrErre dal 2007 al 2010 e di Cermec dal 2005 ad ottobre 2010.
I politici rinviati a giudizio sono Michele Del Freo, ex assessore socialista al comune di Carrara ed ex consigliere Cermec; Marco Andreani, già presidente del consiglio comunale di Massa; Ezio Ronchieri, industriale del marmo, ex consigliere provinciale del Pdl, già segretario di An e vicinissimo all’ex ministro Altero Matteoli; Valter Picchi, ex assessore all’ambiente alla provincia di Pisa. Alla sbarra anche tre tecnici dell’Arpat apuano: Carlo Righini, ex dirigente controlli ambientali; Angelo Zucca e Renato Biagioni, funzionari che si occupano di bonifiche. Più Giovanni Menna, ex dirigente all’ambiente della provincia di Massa-Carrara, ora in pensione; Giampiero Squaglia (Pisa), che aveva seguito per Delca la realizzazione di ErreErre; Piero Pregliasco, ingegnere carrarese, direttore dei lavori per la costruzione dell’impianto di bricchettaggio; e Emilio Tassoni, ingegnere, responsabile della bonifica dei siti contaminati al ministero dell’Ambiente. Coinvolto anche l’imprenditore edile carrarese Fabio Vernazza, la cui ditta ha costruito parte di ErrEree e ne è creditrice.
David Chiappuella
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