Italia
«Costantino non rispetta i lavoratori»
Cgil, Cisl e Uil: lesa la dignità degli operai. La Fiom: ma in azienda non vuole i fannulloni o chi e sindacalizzato?
CARRARA. Le parole del presidente di Nca Giovanni Costantino, che davanti all’assemblea degli industriali ha accusato alcuni dipendenti del cantiere di essere dei “fannulloni”, hanno scatenato una durissima reazione da parte dei sindacati. «Così si torna indietro di 100 anni» ha commentato Franco Borghini della Uil.
«La mentalità obsoleta di alcuni dipendenti, circa 1/3 del personale di Nca, li rende indisponibili al cambiamento ma noi non possiamo più fare sconti ai fannulloni. Dobbiamo tutelare il lavoro sano e giusto»: parola di Giovanni Costantino, presidente dei Nuovi Cantieri Apuania che proprio per questa dichiarazione, rilasciata davanti all’assemblea di Assindustria, è finito nel mirino delle polemiche. Non è certo la prima volta che il numero uno di The Italian Sea Group si ritrova sotto i riflettori: lo scorso maggio, dopo un acceso diverbio, il segretario della Camera del Lavoro Paolo Gozzani aveva accusato proprio Costantino di averlo colpito a un braccio, a margine di un presidio davanti alla fabbrica. Il clima all’interno della fabbrica, ormai da mesi, è arroventato e i rapporti tra azienda e rsu restano molto tesi. Le dichiarazioni di Costantino sono destinate dunque a gettare nuova benzina sul fuoco: in platea, ad ascoltare le parole del presidente di Nca, c’erano anche i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. «Costantino chiede la libertà di licenziare chi gli pare, ma chi stabilisce quali sono i fannulloni?» Chiede Franco Borghini della Uil. Dello stesso parere Paolo Gozzani, della Cgil, che accusa il presidente di Nca, di «generare paura e giudizi che toccano la dignità delle persone. In un momento in cui il lavoro è sempre più povero è un atteggiamento molto grave». Più cauto Andrea Figaia, segretario della Cisl: «Nel nostro paese abbiamo una legislazione del lavoro e dei contratti nazionali con regole chiare. Da questo non si prescinde. Partendo da queste norme, come Cisl, siamo naturalmente portati ad aprirci al confronto». I tre sindacati confederali hanno tutti constatato come, a far suonare ancor più “pesanti” le parole di Costantino, sia stato il “confronto diretto” con Brunello Cucinelli, il patron della nuova D’Avenza. «Abbiamo ascoltato Cucinelli, un imprenditore illuminato che ha il concetto del rispetto del lavoro e Costantino, uno che questo concetto non ce l’ha e sceglie le persone in base ai propri desideri» ha sintetizzato Gozzani. Grande indignazione dunque dai sindacati confederali e profonda preoccupazione tra i dipendenti del cantiere, che oggi ricordano le oltre 40 contestazioni disciplinari comminate ai lavoratori, dall’inizio della gestione Costantino. A conferma della grande risonanza delle parole del presidente di Nca, oggi arriva anche la replica del coordinatore Fiom Cgil nautica toscana, Massimo Braccini: «Queste ricette del potersi liberare dei lavoratori fannulloni e perché no, magari di quelli più sindacalizzati, le abbiamo già sentite e vissute con imprenditori che poi si sono dovuti ricredere» spiega il sindacalista, che sollecita una «una discussione sulle condizioni di lavoro nei cantieri nautici, ben sapendo che il ciclo produttivo è composto per la gran parte da ditte in appalto o sub appalto», toccando una delle note dolenti più volte segnalate dalle rsu di Nca. Quanto poi alla situazione specifica della fabbrica di Viale Colombo, Braccini ricorda che «circa la metà dei lavoratori di Nca non è ancora rientrato al lavoro» e si impegna a «seguire attentamente l’iter di attuazione del piano di sviluppo. Rispetto poi alle esigenze dell’imprenditoria moderna sbandierate da Costantino, Braccini si chiede «cosa voglia dire davvero modernità e sviluppo» ricordando al presidente di Nca che «la qualità del prodotto dipende anche dalle condizioni complessive dei lavoratori».
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