Il Tirreno

Terremoto, sono 160 le domande per i risarcimenti

Ma il 30 per cento degli aventi diritto non le ha presentate Intanto il governo Renzi sblocca altri 16 milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. Corsa contro il tempo e superlavoro per gli uffici comunali per lavorare le domande di assegnazione dei rimborsi post terremoto a Casola e a Fivizzano. Sono circa 160 le pratiche arrivate agli uffici comunali, molte incomplete e da verificare entro una settimana.

«C'è una stanza intera piena di faldoni in Comune - confessa il sindaco di Casola, Riccardo Ballerini - il termine per presentare i documenti è scaduto il 30 giugno scorso, e noi ne abbiamo ricevuti circa una settantina su cento e poco più. Ne mancano una trentina circa».

L'indirizzo dato ai professionisti, architetti e ingegneri che hanno in mano le pratiche, era d'altra parte di presentare i documenti anche se incompleti, e ora gli uffici hanno tempo fino al 15 luglio per curarsene.

«Da noi sono una novantina, quelle che ci aspettavamo - dice il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi - riguardano le prime case, che nella ricognizione e nell'ordinanza del dicembre scorso erano anche di più. Intendo certe abitazioni che sono seconde case, ma che magari fanno parte di un condominio con un danno strutturale che riguarda anche abitazioni principali».

Burocrazie da sbrigare in attesa dei restanti 16 milioni di euro sbloccati dal governo Renzi. A un anno di distanza dal disastro, in pratica la Lunigiana riceverà il finanziamento completo. «Per noi è motivo di grande soddisfazione perché abbiamo avuto 30 milioni di euro a un anno dal terremoto - dice Grassi - un successo politico che ci gratifica. Ma adesso bisogna cominciare a spenderli, sperando che la ricostruzione porti una ventata di aria fresca alla nostra economia e in particolare all'edilizia. Dopo le case toccherà agli edifici pubblici, a partire dalle scuole».

Anche Ballerini ha avuto modo di esultare quando ha ricevuto un sms dal commissario Menduni con l'annuncio degli altri fondi in arrivo. «Ero scettico personalmente - dice - c'era la parola del governo, ma sapendo come vanno le cose pensavo a un fisiologico ritardo. Invece questo evento è stato trattato in maniera eccellente, soprattutto sotto il profilo della tempistica. Penso al terremoto in Irpinia, per cui è stata fatta una nuova richiesta di fondi poco tempo fa dopo trent'anni. Vero è che quello è stato un evento molto grande, ma nel nostro piccolo anche il nostro sisma è stato grandissimo per noi».

A Casola, Luscignano, Casciana e Regnano inoltre, la Curia di Massa è pronta a intervenire sulle chiese danneggiate. Priorità sarà data a quelle che insistono sulla strada. C'è poi tutto il capitolo sulle seconde case ancora da aprire, e qui il timore è forte. «C'è chi potrebbe essere tentato di abbandonarle - dice Grassi - lasciandole al proprio destino». Solo i fondi potrebbero non bastare per riportare le frazioni e i paesi alla situazione prima del sisma.

Andrea Bonatti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze