Sicurezza
Pasticcio sui costi dell’area Timori tra gli ex Eaton
MASSA. Gli ex operai della Eaton tornano in piazza: ieri mattina davanti a Palazzo Ducale, dove si è svolto l'ennesimo tavolo tecnico, con istituzioni e sindacati, riguardante l’intera partita della...
MASSA. Gli ex operai della Eaton tornano in piazza: ieri mattina davanti a Palazzo Ducale, dove si è svolto l'ennesimo tavolo tecnico, con istituzioni e sindacati, riguardante l’intera partita della reindustrializzazione apuana. Riferiscono Fiom, Fim e Uilm: «Abbiamo due diversi percorsi da seguire: il reimpiego dei 250 lavoratori ex Eaton, attraverso l'accordo di programma; e l’acquisizione dell'area industriale da parte pubblica e privata, e i lavori di pubblica utilità, quando non ci saranno più i fondi della mobilità in deroga, gli ultimi 55 milioni di euro che il Governo dovrebbe stanziare per il 2015». Ma le incertezze permangono. Da una parte c’è da attendere che il Governo metta i soldi per gli ammortizzatori sociali e sperare che la richiesta per accedervi abbia una proroga fino a fine anno; dall'altra c’è l’incognita dell'acquisizione del mini lotto, da parte della Regione, che potrebbe mettere a rischio l’accordo di programma. In queste ore si stanno svolgendo incontri tra Consorzio Zona, Regione, Ute (ufficio territoriale erariale) e Ferrovie dello Stato, per cercare di risolvere il problema dei conti errati nella perizia, senza mandare a rotoli gli accordi sindacali. L'Ute valutò il costo dell'area in 102 euro a mq, ma in quei conteggi ci finì anche la lingua di terra di proprietà di Rfi, su cui non si potrà mai costruire. In pratica nella prima perizia l'Ute non considerò la fascia di rispetto che Ferrovie dello Stato pretende in 30 metri dal passaggio del binario, che per altro in quell'area è inesistente, rendendo edificabile più metri cubi del previsto e ad un prezzo che si riferiva ad un'area molto più grande. Gli uffici dell'urbanistica regionale hanno giustamente considerato che l'area su cui sarà possibile costruire è molto inferiore e che dunque anche il prezzo a mq deve abbassarsi. Il problema è stabilire non tanto quanto sarà il nuovo prezzo, ma quando la Regione riuscirà a comprare, visto che il 16 luglio scadranno i termini per il rogito. Dico preoccupati i sindacati: «Se il rogito non dovesse andare in porto l'imprenditore Emilio Ricci dovrebbe accollarsi anche la parte pubblica e spendere 2 milioni di euro in più. E questo lo metterebbe in una situazione difficile, tanto da non essere più in grado di assicurare le assunzioni dei 70 operai e i tempi di reindustrializzazione». Se salta l'accordo di programma, infine, ricordano sempre i sindacati, salta anche la possibilità del rinnovo della mobilità in deroga, che scade a fine luglio.(mda)
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