La manifestazione
Lite a scuola: prima deriso, poi picchiato
Un caso allo Zaccagna finisce in tribunale. Vittima un ragazzo preso in giro per il suo modo di parlare
MASSA. Marco (il nome è di fantasia) veniva preso in giro un po’ da tutti in classe, all’istituto per ragionieri Zaccagna. L’ha raccontato lui stesso nella scorsa udienza al giudice Fabrizio Garofalo. Lo canzonavano per un difetto di pronuncia e perché nonostante l’età - nel 2011 aveva diciassette anni - era introverso e non parlava con nessuno. Qualche scherzo; non pesante, però il malessere esiste, dalla prima superiore. Fino a che in quarta non arriva uno studente da un’altra scuola, da fuori provincia. I due mal si sopportano anche se stanno quasi nello stesso banco e quindi litigano spesso. Dopo un mese dalla prima campanella, ecco il fatto che li ha portati in un’aula di tribunale. Litigano e dalle parole passano alle spinte, fino a che non parte una testata che rompe il setto nasale a Marco. A darla (anche se lui dice che è stato aggredito) è Tommaso, di un anno più vecchio dei compagni. È imputato di lesioni. Per quel gesto è stato sospeso da scuola e ha perso l’anno; Gabriele invece è stato venti giorni a casa per guarire.
Ieri un loro compagno ha cercato di spiegare qual era il clima in quella classe, minimizzando l’accaduto. Forse più che per coprire perché non si rende ancora conto dell’inferno dell’ex compagno di classe.. Anche Tommaso ha chiesto di essere sentito e ha ribattuto colpo su colpo al giudice Garofalo e al pubblico ministero: «Io non l’ho toccato - ha detto - piuttosto è stato il suo naso a sbattere contro la mia testa. Mi prendeva in giro perché arrivavo da fuori provincia, tifavo per un’altra squadra e lui era tifoso della Carrarese. Era uno sfottersi reciprocamente». Marco si è costituito parte civile, ma forse più avanti chiederà di uscire dal processo. Tanto ormai quel capitolo della sua vita è dimenticato. Tommaso invece rischia una condanna, per quella lite nello spogliatoio durante la lezione di educazione fisica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
