Sicurezza
«Le imprese sfruttano la ricchezza collettiva: escano dall’Ottocento»
Il Psi: generati da molti ricorsi i mancati introiti del Comune, la stagione della salvaguardia tariffaria finirà quanto prima
CARRARA. La segreteria comunale del Psi affonda la lama nelle polemiche sul marmo. Replicando alle prese di posizione di Assindustria e alle dichiariazioni dell’imprenditore Paolo Borghini, il partito socialista locale parla di «un atteggiamento fuori dalla realtà da parte del mondo degli imprenditori del marmo che, di fronte ad un'analisi seria sul futuro del comparto e alle prese con i problemi reali del settore, offrono risposte, individuali e istituzionali, che testimoniano la consueta visione arrogante da padrone delle ferriere e non certo quella di chi sfrutta una ricchezza unica e collettiva che deve essere equamente distribuita tra la città e chi la lavora. Da illustri manager e imprenditori illuminati ci aspettavamo contributi ben più alti a un dibattito che dovrebbe affrontare problematiche complesse per un comparto che deve trovare un vero duraturo equilibrio nel rapporto con l'ambiente e con il territorio, inteso nella sua complessità di cittadini e istituzioni oltre al rapporto con nuove norme e nuovi soggetti che si stanno affermando sullo scenario».
«Siamo arrivati al paradosso – prosegue il Psi riferendosi anche ad affermazioni dell’imprenditore del marmo Paolo Borghini – che mette in discussione la partecipazione a un evento come Carrara Marble Weeks che vive per promuovere l'immagine di un materiale come il marmo dal quale dipendono non solo le loro rilevanti fortune economiche ma anche il futuro della citta e dei cittadini e se, il prossimo anno il signor Paolo Borghini non ci sarà ce ne faremo una ragione mentre confidiamo che, per lui come per altri che estraggono i materiali più pregiati, la stagione della salvaguardia tariffaria giunga al termine quanto prima».
Il Psi ricorda anche che la via dei marmi che comporta dei costi per il Comune, è stata realizzata per eliminare dal centro storico il traffico dei mezzi che trasportano marmo e che «l'alternativa era quella di fermare il comparto». E inoltre che «i mancati introiti derivanti dalla tassazione stabilita dagli uffici comunali sono stati generati dai numerosi ricorsi sempre portati a giudizio dalla sezione del Tar Toscana che, fino ad oggi, ha accolto le ragioni delle imprese ricorrenti. Se queste sono prove di sensibilità sociale e di visione moderna e responsabile dei rapporti sociali ci permettiamo di invitare questi imprenditori, (a differenza di altri che onorano puntualmente gli impegni con la città), di uscire dall'Ottocento». «Il pagare in proporzione al giusto valore significa consentire, oltre alle opere relative al settore del marmo, anche una migliore erogazione di servizi (asili nido, mense scolastiche, trasporto, sostegno alle disabilità e a quanti attraversano disagi generati dalla crisi).Oggi dobbiamo scrivere le regole e definire il panorama nel quale dovrà collocarsi, e possibilmente svilupparsi, il comparto del marmo. Dopo cinque anni è possibile riaprire un tavolo di confronto con le associazioni sui temi strategici (fra i quali non sono compresi né i beni estimati né le tariffe) che necessitano della condivisione delle imprese, ma è indispensabile che le posizioni non siano quelle di retroguardia che abbiamo registrato in questi giorni».
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