Sicurezza
Ugolotti (Zia): «Eaton, problemi solo tecnici»
MASSA. È tecnicamente e politicamente delicata la questione che riguarda l'area ex Eaton, soprattutto quel lotto che dovrebbe acquistare la Regione Toscana, spendendo circa 2 milioni di euro, tenendo...
MASSA. È tecnicamente e politicamente delicata la questione che riguarda l'area ex Eaton, soprattutto quel lotto che dovrebbe acquistare la Regione Toscana, spendendo circa 2 milioni di euro, tenendo fede alle cifre della perizia dell'Ute (ufficio territoriale erariale), ma che per gli uffici dell'urbanistica regionali si rifà a calcoli sbagliati. Tra due fuochi il Consorzio Zona che aspetta il mandato della Regione per acquistare, senza potersi muovere, nonostante sappia che il 16 luglio scadranno i termini per l'acquisto, che così ricadrà interamente sull'imprenditore Emilio Ricci, creando una falla nell'accordo di programma con i sindacati. A spiegare la situazione è il presidente del CZIA Cesare Ugolotti: «La Commissione di Valutazione, nella sua ultima seduta, ha rilevato che non combaciavano i dati relativi alla potenzialità edificatoria dell'area oggetto di acquisto da parte del CZIA, indicati nella stima di valutazione rilasciata dall'Agenzia delle Entrate - Direzione per la Toscana- Ufficio provinciale di Massa Carrara - Territorio e l'attestazione rilasciata dal Settore 5 - Edilizia, SUAP e Sviluppo Economico del Comune di Massa. Tale fatto- continua Ugolotti- a giudizio della stessa Commissione, potrebbe incidere nel processo di valutazione dell'area in oggetto, per cui ha ritenuto opportuno sottoporre una nuova richiesta all'ufficio competente, il quale valuti quale incidenza hanno le ragioni delle diversità di valutazione circa la metratura di potenziale edificazione. Tale fatto, esclusivamente di carattere tecnico, ha pertanto rallentato il percorso dell'Accordo di Programma che sarà possibile definire soltanto dopo l'acquisizione della nuova stima. Ci corre l'obbligo sottolineare che la diversità di valutazione sulla potenzialità edificatoria è scaturita dalla presenza di un vincolo di rispetto il quale obbliga a tenere una distanza di 30 metri dal sedimento ferroviario, elemento che in fase di studio, se pur sempre rilevato, si era ritenuto di poter affrontare in una seconda fase, in quanto è prassi ormai consolidata che le RFI rilascino autorizzazioni alla diminuzione delle distanze di rispetto. Pertanto in conclusione possiamo tranquillamente affermare che non vi è stata nessuna negligenza o errore delle parti in causa, ma solo un corretto comportamento dovuto ai fini della valutazione dell'area oggetto di acquisto. Ci corre in questa sede pertanto l'obbligo, semmai, di ringraziare sia l'Agenzia delle Entrate - Ufficio provinciale di Massa Carrara - Territorio, per la collaborazione dimostrata in ogni frangente, nonché gli Uffici Regionali ed i suoi Dirigenti, per l'impegno e la dedizione con cui hanno affrontato questo delicato passaggio tenendo sempre presente l'obiettivo politico che è quello di addivenire all'acquisizione da parte dello CZIA dell'area in questione, senza incorrere in errori procedurali che ne potrebbero mettere a rischio la definizione».
Manuela D'Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
