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MIchelangelo al Cap

L’epopea apuana del Maestro attrae lunghe file di visitatori

L’epopea apuana del Maestro attrae lunghe file di visitatori

CARRARA. È un vero successo la mostra allestita al Centro di Arti Plastiche di San Francesco, che resterà aperta fino al 7 Settembre. C’è una media di 90 visitatori al giorno, informano le guide e il...

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CARRARA. È un vero successo la mostra allestita al Centro di Arti Plastiche di San Francesco, che resterà aperta fino al 7 Settembre. C’è una media di 90 visitatori al giorno, informano le guide e il personale addetto all'accoglienza, concentrati soprattutto in orario serale. Il “registro” infatti, a una settimana appena dall'apertura, pullula di autografi, spesso accompagnati da complimenti; e un unico appunto negativo: quello di qualcuno che sottolinea la necessità di pubblicizzare maggiormente l'iniziativa.

Due piani di esposizioni, inserite in una cornice d'eccezione come quella dell'ex convento di San Francesco, sembrano aver colpito positivamente un pubblico che, si evince dal registro, non è solo locale ma, spesso, addirittura anche straniero.

Il percorso creato dalla curatrice Giovanna Uzzani ha in effetti un fascino particolare: «A sculpir qui cose divine», questo il titolo della mostra, ha il fine di illustrare l'esperienza michelangiolesca sul territorio apuano. Fu infatti tra il 1499 e il 1564 che l'artista lavorò alla realizzazione delle Pietà, utilizzando il marmo proveniente dal bacino di Torano.

In una delle sale, due calchi ottocenteschi delle “Pietà”, Rondanini e Bandini, rispettivamente provenienti dall'Accademia fiorentina e dall'Istituto d'Arte di Lucca. E poi la “Pietà” più famosa, quella dell'età giovanile, realizzata questa, dai Laboratori Barattini. Ad impreziosire l'esposizione, 19 copie degli studi preparatori dell'artista: arrivano dall'Ashmolean Museum di Oxford, dal British Museum di Londra, dal Metropolitan di New York e, naturalmente da Casa Buonarroti. L'esperienza carrarese del sommo artista di Caprese non finisce qui.

Ad illustrare i luoghi che ha calpestato ci ha pensato Massimo Siragusa, che espone, nella sua mostra “Lo spazio del marmo. Viaggio nei luoghi di Michelangelo”, una serie di fotografie su lastra dal sapore surreale che immortalano i bacini da cui venne estratto quel Bianco che conteneva già in sé la poesia dell'opera, come notoriamente sosteneva l'artista.

E allora, Gioia, Fantiscritti, ma soprattutto Lorano, il Polvaccio, Sponda, Ruggetta: è soprattutto da qui che proveniva il marmo delle Pietà, come si evince dai documenti.

Ancora la casa in Piazza del Duomo, dove Michelangelo era solito soggiornare, a partire dal 1505, durante le sue visite in cava per scegliere il materiale migliore.

Ma Carrara si accorse della presenza di Michelangelo? Senza dubbio sì, dato che le sue botteghe fecero un enorme balzo di qualità a partire dal 1520; fu a partire da quella data infatti che, sul territorio si avvicendano i più svariati scultori, com'è visibile dai bassorilievi presenti sull'altare del Duomo, sul quale si susseguono disparate scuole, tra le quali quella napoletana di Ordonez che morì proprio a Carrara nel 1520.

A fare da contraltare all'epopea michelangiolesca infine, nella sala attigua, le 5 opere di Loris Cecchini, artista contemporaneo e antagoni sta di Michelangelo: “Bushwalking” infatti è l'esposizione di opere minimaliste ed eccentriche allo stesso tempo, rigorosamente senza titolo, come l'amaca di cristallo o il disco in resina applicato ad una parete e poi stuccato, così da apparire, grazie alla luce radente, una semplice proiezione.

Dialogo col grande artista quello intessuto da Cecchini che, per la prima volta, ha realizzato anche un'opera in marmo, essenziale come gli ultimi incompiuti del Maestro.

Marmo/non marmo: anche all'interno della mostra permanente allestita al piano terra, le opere donate al Comune dai grandi artisti delle Biennali Internazionali di Scultura degli anni '50-'60.

Resta l'interrogativo e il tormento della contemporaneità, e, allo stesso tempo, il dialogo, malgrado tutto ininterrotto, con uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

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