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patteggia in tribunale

Vuol comprare un’arma per uccidere ex e suocera

Vuol comprare un’arma per uccidere ex e suocera

CARRARA. Non riusciva ad accettare la fine della loro relazione. Voleva acquistare una pistola, al mercato nero delle armi, e uccidere la ex fidanzata e la madre di lei, “colpevole” di non averlo...

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CARRARA. Non riusciva ad accettare la fine della loro relazione. Voleva acquistare una pistola, al mercato nero delle armi, e uccidere la ex fidanzata e la madre di lei, “colpevole” di non averlo aiutato a ricucire la storia. Aveva confessato le sue intenzioni ad un amico, e, in diretta anche ai carabinieri a cui quest’ultimo si era rivolto proprio perché insospettito dalle sue intenzioni. I militari hanno quindi avviato le indagini, nel dicembre scorso, mettendo sotto controllo l’utenza dell’uomo che progettava di uccidere la ex. Non solo, lo hanno anche seguito nei vari appostamenti, scoprendo che arrivava a passare fino a 120 volte al giorno sotto casa di quella che fino a qualche mese prima era stata la sua fidanzata. La vicenda si è conclusa prima con l’arresto, a metà gennaio (e la misura cautelare dei domiciliari con la possibilità, poi, di recarsi al lavoro). Ieri l’uomo, un quarantenne di Carrara, ha patteggiato un anno di condanna (pena sospesa) per stalking aggravato.

La vicenda comincia due anni fa quando la donna (assistita in tribunale dall’avvocato Elisabetta Borri) comincia una relazione con il compagno. Una storia come tante, caratterizzata da alti e bassi fino a quando, secondo quanto riferito dalla donna ai carabinieri, le attenzioni del fidanzato non cominciano a diventare troppo morbose. Troppo frequenti gli scatti d’ira. La seguiva anche al supermercato, e le lasciava centinaia di bigliettini in macchina. Dopo ogni lite, la solita minaccia: «Te la farò pagare». La donna decide di troncare la storia. A quel punto lui non si dà pace. Prova a riallacciare le fila della relazione in ogni modo. Poi, non trovando terreno fertile, contatta un amico, chiedendogli, in modo molto concitato, di aiutarlo a comprare un’arma. L’amico si insospettisce anche perchè è a conoscenza della sua relazione turbolenta da poco conclusa, e decide di andare a denunciare la cosa ai carabinieri. Caso vuole che, proprio mentre si trova al comando, riceve la telefonata dell’uomo che gli confida la volontà di uccidere la ex e la madre di lei. A quel punto scattano le indagini. E quello che scoprono i carabinieri è una vicenda di vere e proprie persecuzioni. L’uomo, il cui telefono viene messo sotto controllo, confessa all’amico il progetto di finire l’anno col botto (siamo nel dicembre dello scorso anno) mette in macchina un bastone e un coltello con l’intenzione di tramortire la ex e poi ucciderla. A quel punto i carabinieri intervengono con una perquisizione e trovano, effettivamente nella sua macchina sia bastone che coltello. A metà gennaio l’uomo viene arrestato. Ieri ha patteggiato un anno di reclusione (pensa sospesa).

Una vicenda pesante. Che, secondo l’avvocato Elisabetta Borri che ha assitito la vittima della persecuzione, deve far riflettere: «L’appello è quello di denunciare le violenze e persecuzioni subite - spiega - Non bisogna avere paura, anche perché con la nuova legge sul femminicidio ogni donna ha diritto a gratuito patrocinio, a spese dello Stato».

Alessandra Vivoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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