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Tari, stangati baristi e pasticceri

Tari, stangati baristi e pasticceri

Penalizzate anche le famiglie numerose. Vademecum per calcolare l’esborso in base alle tariffe appena approvate

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MASSA. I più tartassati? Famiglie numerose, baristi e pasticceri, ma anche ristoratori, chi ha pizzerie, birrerie e amburgherie. Per ora abbiamo visto solo l’acconto relativo alla Tari, la nuova tassa sui rifiuti urbani: ci renderemo conto della portata del salasso con l’arrivo del saldo.

Le scadenze. Partiamo da ciò che è certo, perché scritto nella delibera dell’11 giugno con cui il Consiglio comunale ha stabilito che la riscossione della Tari 2014 deve avvenire tramite tre rate. Il primo acconto è già arrivato: scadeva il 30 giugno, ma il Comune ha deciso di dare al contribuente-ritardatario qualche giorno in più senza punirlo con sanzioni (c’è margine fino al 30 luglio); il secondo acconto scadrà il 10 settembre, il saldo dovrà essere sborsato entro il 30 novembre.

Le due quote. La Tari, come del resto la Tares, prevede una quota fissa a cui si aggiunge una quota variabile; la somma delle due quote deve essere poi incrementata del cosiddetto “tributo provinciale” ( un’ulteriore manciata di euro). Il risultato finale dipende ovviamente dalle valore in euro delle quote a mq/annuo: Palazzo civico le ha approvate nella delibera di Giunta del 25 giugno scorso.

Le tariffe. Ci sono le tariffe per le utenze domestiche (che paghiamo per la nostra casa) e quelle per le utenze non domestiche che gravano su tutte le attività: da quelle artigiane a quelle commerciali (fisse o ambulanti), da quelle industriali a quelle ricettive. Partiamo dalle famiglie: più in casa siete, più pagherete (la Tari funziona così e ormai non è una novità, basta dare un’occhiata alla tabella); si stima, ad esempio che una giovane coppia che vive in un appartamento di 50 mq paga grosso modo quanto una pensionata che vive sola in un appartamento di 100mq. Passiamo a chi ha un’attività. Salta all’occhio quanto il Comune abbia diversificato tra un settore e l’altro di attività: si contano ben 30 “categorie” (vedi tabella). Per esempio: gli idraulici stanno insieme a fabbri e falegnami ma sono tassati diversamente da carrozzieri, meccanici, elettrauti; una cosa è avere un negozio di abbigliamento, altra cosa è avere una macelleria o, ancora, un’ortofrutta.

Il calcolo. Non rimane che andare a vedere in quale categoria di attività si rientra (vedi tabella) e fare due calcoli. Per le famiglie: si moltiplicano i mq dell’immobile per la tariffa fissa unitaria e poi si aggiunge la tariffa variabile (vedi box) . Per le attività: si moltiplicano i mq per la tariffa fissa unitaria della categoria di appartenenza e si aggiunge il prodotto tra la superficie dei locali e la tariffa variabile della propria categoria.

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