Sicurezza
Eaton, affare a rischio Nel mirino la valutazione
Per il dirigente regionale serve una nuova perizia sull’area che verrà acquistata Sindacati in allarme: così saltano l’accordo e gli ammortizzatori sociali
MASSA. Area ex Eaton: un nuovo intoppo, questa volta creato direttamente dagli uffici regionali, potrebbe mettere a rischio l'intero accordo di programma costruito sulla vertenza. Al momento, il Consorzio Zona non ha ancora ricevuto mandato per acquistare la parte di area di competenza regionale, circa 14 mila metri quadri perché, secondo gli uffici dell'urbanistica, il costo, quasi 2 milioni di euro, risulterebbe troppo alto, sbagliato all'origine nei calcoli dell'Ute (ufficio territoriale regionale). Intanto però l'orologio corre e i termini per concludere l'affare scadono il 16 luglio.
Ma andiamo con ordine: l'area Eaton è di 76mila mq, l'imprenditore Emilio Ricci, con la sua Iglom, si accorda per acquistarla tutta, eccetto una porzione di 13-14mila mq, un mini lotto che invece deve essere comprato dal Consorzio Zona, con i soldi e per conto della Regione.
Ricci promette che sulla sua porzione di area investirà denaro per la reindustrializzazione e assorbirà 70 operai ex Eaton; la Regione compra il resto dell'area per garantire un posto di lavoro a chi non verrà assunto alla Iglom. Si firma un corposo accordo di programma, in cui ci finisce anche la questione sindacale, ovvero il proseguimento degli ammortizzatori sociali per tutti gli ex Eaton, 240 operai, che non dovessero subito trovare un nuovo posto di lavoro.
C'è anche un altro interessante passaggio della vicenda, che riguarda gli accordi con gli americani: Ricci, per non perdere la possibilità di acquisto, dovette impegnarsi con la Eaton a comprare l'intera area, qualora il pubblico, per un motivo o un altro, si fosse all'ultimo tirato indietro.
Sembravano tutti d'accordo: l'Ute fa la sua perizia sull'area e stabilisce il prezzo, 102 euro a mq, ma per l'ufficio tecnico della Regione Toscana il conto è sbagliato.
Pare che si contesti il totale di superficie su cui sarà possibile costruire, 5900 mq nei calcoli dell'Ute, 3800 nei dati in possesso in quelli dell'urbanistica regionale. Risultato: dalla Regione chiedono una seconda perizia, che costerà altri 7000 euro e 3 mesi di lavoro, per non incappare addirittura nell'accusa di danno erariale. Ricci scrive una mail al Consorzio Zona, che in questa fase ha le mani legate e avverte che, se dovrà 'sborsare' anche gli altri 2 milioni di euro, non potrà garantire né le tempistiche, né i numeri della reindustrializzazione di sua competenza.
L'accordo firmato in Regione è a rischio, mancando le premesse principali.
Difficile che entro il 16 luglio la Regione sblocchi le carte. Intanto il 31 luglio scadrà anche la mobilità in deroga per tutti gli ex Eaton e, se saltasse l'accordo di programma, per loro sarebbe un amaro ritorno a casa, dopo quasi 6 anni di vertenza, con un pugno di mosche in mano.
Ieri pomeriggio Fiom, Fim e Uilm hanno presentato il quadro al Prefetto Giovanna Menghini, che ha promesso un interessamento; poi si sono recati al CZI e sono stati ricevuti dal presidente Cesare Ugolotti, che ha confermato anche la sua preoccupazione.
Lunedì i sindacati torneranno in provincia per un incontro con il Gabinetto e il commissario straordinario.
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