Il Tirreno

La polemica

Scontro tra Pd e Magnani per il nuovo dirigente

AULLA. Botta e risposta fra il gruppo consiliare di minoranza del Partito Democratico e il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, sulla decisione del primo cittadino di confermare nel ruolo di dirigente...

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AULLA. Botta e risposta fra il gruppo consiliare di minoranza del Partito Democratico e il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, sulla decisione del primo cittadino di confermare nel ruolo di dirigente comunale ai lavori pubblici, all'urbanistica e al commercio l'architetto Valentina Gatti, che era stata nominata nella mansione di cui sopra dal commissario prefettizio Franca Rosa.

Ovviamente, al PD la decisione non piace: «In sostanza, cosa se ne fa il Comune di Aulla di un 4° dirigente che costa alla comunità oltre 100mila euro all’anno? Cosa se ne fa il Comune di Aulla di 4 settori per altri 5 anni, quando già la precedente Amministrazione comunale aveva posto le basi per la riduzione a soli 3 settori? Non aveva forse più senso cercare di valorizzare il personale esistente o, in maniera più seria, assegnando posizioni organizzative di costo esponenzialmente più modesto, ma ugualmente efficaci, recuperando risorse all’interno della spesa corrente da impiegare sul territorio o ancora meglio abbassando la pressione fiscale legata alla tassazione comunale?». Pertanto, il gruppo consiliare del PD annuncia che «sarà attento a vigilare sulla correttezza amministrativa degli atti prodotti da sindaco e giunta, a partire dal primo, ridicolo e illegittimo atto con cui è stata nominata la giunta e assegnata dal sindaco una pioggia di deleghe in maniera insensata, inefficace e, soprattutto, in violazione dello statuto comunale».

Non si è fatta attendere la replica di Silvia Magnani: «La conferma dell’architetto Gatti è il riconoscimento della preparazione professionale e del lavoro svolto nel corso della gestione commissariale. La gestione del territorio alle prese con emergenze di ogni genere e gli interventi di ripristino e manutenzione sulla città, sono, per noi, assolutamente prioritari e l’individuazione di una figura dedicata a questa attività è fondamentale. Comprendo che l’individuazione di una figura professionale che non ha scheletri nell’armadio né altri sponsor che non siano le competenze già dimostrate, sia completamente fuori dagli schemi obsoleti di chi rappresenta il passato, ma l’impegno che abbiamo assunto nei confronti dei cittadini è quello di cambiare metodo e per farlo è necessario cambiare anche le persone sulle quali basare l’attività amministrativa. Se l’opposizione degli avvocati ritiene di contrastare una gestione del territorio basata su competenza e professionalità con argomenti che richiamano pratiche del passato, prendiamo atto che ha già cancellato dalla memoria le spese sostenute dall’Amministrazione comunale nel corso degli ultimi anni per incarichi professionali spesso scarsamente motivati, ma, soprattutto, non ha colto il senso del rinnovamento di metodo che abbiamo avviato anche nell’assegnazione delle deleghe».

Infine, Silvia Magnani invita il capogruppo consiliare di minoranza Ugo Malatesta e quelli che chiama «i suoi nostalgici, se ritengono che l’assegnazione delle deleghe sia un atto illegittimo, a cercare soddisfazione attraverso gli organi legittimati a farlo».

Insomma, è polemica a tutto campo, strascichi evidenti del dopo elezioni e soprattutto della frattura nel centrosinistra, specialmente tra socialisti e Pd.

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