Sicurezza
Pos obbligatorio? I commercianti: «Siamo attrezzati»
MASSA. Commercianti e artigiani massesi non si sono fatti cogliere impreparati: dal 30 giugno la legge impone di offrire al cliente la possibilità di pagare non solo in contanti e loro, almeno in due...
MASSA. Commercianti e artigiani massesi non si sono fatti cogliere impreparati: dal 30 giugno la legge impone di offrire al cliente la possibilità di pagare non solo in contanti e loro, almeno in due casi su tre, sono in grado di assicurarla.
Se hai una partita Iva, infatti, da lunedì hai l’obbligo di dotarti del Pos, acronimo che sta per Point of sale, o – in altre parole – del dispositivo per il pagamento mediante carta di credito o debito (ciò che in gergo si chiama bancomat).
Il problema del nuovo obbligo non si pone, ad esempio, per molte pasticcerie: «Noi da quando abbiamo aperto, cinque anni fa – dice Sacha Tonlorenzi dell’Antica pasticceria Tonlorenzi – lo abbiamo. Personalmente, per me è un problema fare acquisti in un esercizio in cui non hanno il Pos. Noi abbiamo deciso di installarlo sin da subito per una questione di comodità: ad esempio, chi deve pagare un rinfresco o delle torte può preferire saldare con il bancomat piuttosto che in contanti. Piuttosto – e qui Tonlorenzi mette il coltello nella piaga sofferta dalle associazioni di categoria – le banche italiane dovrebbero guardare all’estero, dove chiunque ha un’attività dispone di 3-4-5 “bancomat” perché non sono previste commissioni».
Sono sulla stessa lunghezza d’onda alla pasticceria Chantilly: «Noi lo abbiamo da 4-5 anni – ci rispondono – In effetti lo usiamo poco: una volta al giorno, talvolta due, e ci sono anche giornate in cui non lo usiamo affatto».
C’è però anche chi non ce l’ha e per il momento non se ne fa un problema. «Se me lo paga il Governo – dice Floriano Dati dell’omonima rosticceria – lo metto. Mi dice che non ci sono sanzioni? Perfetto. Allora non lo metto proprio». Scherzi a parte, Dati il Pos lo aveva quando non era obbligatorio: «Nel 2005/2006 io il Pos lo avevo – aggiunge – Poi l’ho tolto perché era una spesa inutile. I miei clienti del resto non mi chiedono di pagare mediante bancomat, e per adesso mi pare si tratti solo di una perdita di tempo».
Di tempo e di denaro. L’installazione e l’attivazione del Pos può costare a un commerciante o a un artigiano – l’obbligo vige anche per i professionisti – fino a 150 euro secondo Federconsumatori; oltre al costo iniziale per dotarsi del dispositivo, c’è il costo della commissione: da 30 centesimi fino a 50 centesimi per singola transazione, (il calcolo è ancora di Federconsumatori). Sarà per l’alzata di scudi delle associazioni di categoria ma per il momento non sono previste sanzioni a chi non offre ai clienti la possibilità del pagamento elettronico. In altre parole, chi non ce l’ha non sarà neppure incentivato a sostenere la spesa per acquistarlo. Il 29 luglio comunque entrerà in vigore un decreto del ministero delle Finanze che dovrebbe assicurare uno sconto agli esercenti sulle transazioni di piccola entità.
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