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La Croazia premia il dottor Murzi

La Croazia premia il dottor Murzi

MONTIGNOSO. Bruno Murzi primario di cardiochirurgia dell' Ospedale Pediatrico Apuano è stato premiato in Crozia, direttamente al presidente della Repubblica croata Ivo Josipovic, per aver salvato la...

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MONTIGNOSO. Bruno Murzi primario di cardiochirurgia dell' Ospedale Pediatrico Apuano è stato premiato in Crozia, direttamente al presidente della Repubblica croata Ivo Josipovic, per aver salvato la vita ad oltre 20 bambini malati di cuore a Fiume.

Dottor Murzi da pochi giorni è stato premiato in Crozia per le sue eccellenti operazioni sui bambini. Che tipo di interventi ha effettuato?

«In Croazia vado ad operare ormai da circa 10 anni, ovviamente gratuitamente. Riceviamo ogni anno circa 20 bambini dall'Istria, che è la zona croata dove la comunità italiana è più rappresentata. Si tratta di interventi su bimbi cardiopatici. Abbiamo instaurato un ottimo rapporto di collaborazione con i colleghi cardiologi di Fiume e abbiamo, come Fondazione Monasterio, installato una stazione di telemedicina presso l'ospedale pediatrico di Fiume in maniera da poter vedere per tempo i bambini da operare o quelli che, invece, devono venire da noi».

Che tipo di strutture ospedaliere ci sono in Croazia?

«Le strutture ospedaliere sono buone. A Fiume c'e' un ospedale Pediatrico, il Kantrida e, un ospedale generale il Susach, dove c'è anche una cardiochirurgia per adulti. Per noi del mestiere è quindi relativamente facile operare. Anche il rapporto con i colleghi di Fiume è ormai consolidato da anni di collaborazione e si basa sul reciproco rispetto professionale, la fiducia nelle altrui capacità e l'amicizia».

Cosa ha provato al momento della premiazione? C'era addirittura il presidente della Croazia...

«Ho ricevuto il premio dal Sindaco di Fiume durante una riunione solenne del consiglio comunale della città, di fronte al Presidente della Repubblica Croata Ivo Josipovic. Il premio viene dato ai cittadini che si sono particolarmente distinti nel campo della scienza, dello sport, dell' imprenditoria e del volontariato. Io sono stato il primo straniero a riceverlo. E' stata una grande soddisfazione personale e nello stesso tempo sono convinto che sia un premio a tutte le persone che lavorano nella Fondazione con capacità, dedizione e sopratutto con umanità. Fuori dal teatro, al mio arrivo, c'erano molte famiglie assieme ai bambini che ho operato. Non posso nascondere che in quel momento mi sono commosso e mi sono sentito utile a qualche cosa e, mi creda, questo è un grande stimolo per continuare a dare sempre il meglio. Inoltre ricevere il premio a Fiume è stato un po' ricordare il mio papà che da militare, aveva 20 anni all'epoca, si trovava alla scuola sommergibili in quella città. Mi sono venuti in mente i suoi racconti, le sue avventure e la paura che lui raccontava di aver avuto la notte dell' 8 settembre del 1943 quando, insieme ad altri militari si rifugiò nel cimitero monumentale di Fiume per scappare dai soldati tedeschi. Ho pensato: «Il mondo è piccolo».

Opererà ancora all'estero?

«A me piace viaggiare e piace occuparmi dei bambini. Si ho altri viaggi in programma. Belgrado a luglio , Birmania ad Agosto ed Eritrea (con un progetto della Regione Toscana) a ottobre».

Pensa che noi in Toscana, ad avere l'OPA, siamo dei privilegiati?

«Certamente penso che la Toscana possa ritenersi fortunata ad avere una cardiochirurgia pediatrica come l'OPA e la Fondazione Monasterio in generale. La nostra capacità di risposta ai problemi cardiaci nel bambino e nell'adulto non ha niente da invidiare a quella delle grandi città o anche ai paesi economicamente più forti di noi».

Sara Lavorini

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