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Geologo tecchiaiolo: norme tecniche e sicurezza non si scontrino

CARRARA. Massimo Corniani, iscritto all’ordine dei geologi e al collegio dei periti, vice presidente dell’associazione direttori di cava nella provincia apuana, è un carrarese di 55 anni e lavora...

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CARRARA. Massimo Corniani, iscritto all’ordine dei geologi e al collegio dei periti, vice presidente dell’associazione direttori di cava nella provincia apuana, è un carrarese di 55 anni e lavora alle cave da 35. «Mi sono laureato mentre facevo il tecchiaiolo – racconta mentre partecipa all’assemblea in Comune – Come geologi e periti, come ordini professionali, non siamo mai stati ascoltati in Regione sul Piano paesaggistico. Abbiamo chiesto al modifica delle norme tecniche di salvaguardie perché la fase transitoria è a enorme rischio per le cave. Ritengo che le norme tecniche possano confliggere con le normative di sicurezza. Le norme di salvaguardia ingessano le cave». Corniani ha poi parlato ai cavatori che chiedevano come mai la protesta non è scattata prima: «Ho cominciato a vedere la normativa a dicembre scorso seguendo tutte le prassi. Le nostre proposte sul Piano sono state trasmesse a commissioni e organi regionali. Non sono state accolte. Pensavamo che sarebbero state prese in considerazione. L’ultima versione del Piano l’abbiamo avuta pochi giorni fa».

Fra i cavatori versilieri Fabio Poli della cooperativa Condomini Levigliani, commenta la situazione: «La nostra protesta ha coinvolto anche il piano e la Garfagnana. Il lavoro della politica ha un po’ migliorato il PIano ma non abbassiamo la guardia sulle norme di salvaguardia di cui abbiamo chiesto la modifica al consiglio regionale. La serrata è servita anon far calare l’attenzione, c’è ancora da lavorare sul Piano paesaggistico, le osservazioni che potranno essere fatte non dovranno andare sprecate, ma essere recepite». (c.c.)

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