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in tribunale

Falsa testimonianza, condannato a 30 mesi

MASSA. Aveva contestato il verbale di deposizione dicendo che quello che avevano scritto i due carabinieri che lo avevano interrogato non era vero e che la firma non era la sua. Lo aveva fatto in...

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MASSA. Aveva contestato il verbale di deposizione dicendo che quello che avevano scritto i due carabinieri che lo avevano interrogato non era vero e che la firma non era la sua. Lo aveva fatto in aula di tribunale in veste di testimone in un processo contro una banda di spacciatori. Da lì per Paolo T., quarantenne massese difeso dall’avvocato Fanny Isoppi, sono iniziati i guai. È finito sotto processo per calunnia (nei confronti dei militari) e per falsa testimonianza. In carcere per un altro reato l’uomo ha tentato di patteggiare un anno e quattro mesi ma per un disguido burocratico la procedura è saltata e così la vicenda è finita al dibattimento. Ieri la conclusione davanti al giudice Giovanni Sgambati che lo ha condannato a due anni e sei mesi di reclusione. E gli è andata anche bene perché il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a quattro anni e due mesi. a giocare a favore del quarantenne le sue scuse ufficiali ai carabinieri pronunciate durante una dichiarazione spontanea fatta in un’udienza precedente. Ha anche spiegato perché ha detto che il verbale era stato inventato di sana pianta dalle forze dell’ordine: «Avevo consumato cocaina prima di andare in tribunale a testimoniare e quindi non riuscivo a comprendere quello che mi stavano dicendo il pubblico ministero e il giudice. Mi scuso per aver pronunciato quelle frasi infamanti, ho sbagliato e sono pronto a pagare». Sgambati ha tenuto conto della dichiarazione e si è limitato a dargli due anni e mezzo.

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