Sicurezza
Accudisce il marito che aveva lasciato perché la picchiava
MASSA. L’aveva picchiata più volte fino a che lei esasperata non aveva chiesto e ottenuto la separazione da quell’uomo così violento. Era la fine degli anni Novanta. Nonostante il distacco deciso da...
MASSA. L’aveva picchiata più volte fino a che lei esasperata non aveva chiesto e ottenuto la separazione da quell’uomo così violento. Era la fine degli anni Novanta. Nonostante il distacco deciso da un giudice, la condivisione di una figlia ha riportato i coniugi a contatto. Sembrava che le cose potessero migliorare, ma poi un’altra scenata e le nuove percosse alla donna. Con un bastone, stavolta. Aggressione aggravata il reato che è costato all’uomo una condanna a tre mesi (pena sospesa). Alla signora invece la frattura di un dito.
La sentenza è stata letta ieri dal giudice Giovanni Sgambati, nonostante la moglie, nel frattempo diventata ex, abbia cercato di ritirare la denuncia (il tipo di aggressione ha reso impossibile ogni intervento). E già perché i due non andranno più d’amore ma certo vanno d’accordo. Per merito della figlia, che adesso abita in Svizzera, e della bontà d’animo della vittima dei pestaggi. La consorte ha deciso di prendersi cura del marito, ormai settantacinquenne, dopo che un ictus lo ha praticamente costretto a stare la maggior parte del tempo a letto. I due dividono una palazzina: lui, ex imprenditore, vive al piano di sotto e lei sta sopra. Non lo lascia mai solo un istante, anche se in passato gliene aveva fatte passare di tutti i colori.
Il pubblico ministero invece aveva chiesto la mano un po’ più pesante in virtù dei precedenti dell’anziano. In passato aveva provocato altre lesioni alla sua dolce metà e per questo era finito nei guai con la giustizia prima e aveva visto naufragare il suo matrimonio poi. Ma è stato l’avvocato a perorare la sua causa davanti a Sgambati: «Matrimonio e separazione piuttosto movimentati. Adesso però i due stanno decisamente bene insieme, grazie anche alla signora che si sta prendendo cura di lui».
La sentenza di ieri chiude un contenzioso durato praticamente un anno e mezzo. Nonostante la donna, poco più che settantenne, abbia deciso di non costituirsi parte civile e abbia tentato fino all’ultimo di ritirare la denuncia che ha fatto scattare l’indagine e il conseguente rinvio a giudizio.
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