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La polizia fa il corso per sventare le truffe alle persone anziane

La polizia fa il corso per sventare le truffe alle persone anziane

MASSA. La questura di Massa-Carrara e il commissariato di Carrara, tramite loro funzionari, hanno incontrato e incontreranno prossimamente, gli anziani e le persone che li assistono per dare loro...

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MASSA. La questura di Massa-Carrara e il commissariato di Carrara, tramite loro funzionari, hanno incontrato e incontreranno prossimamente, gli anziani e le persone che li assistono per dare loro consigli su come evitare di rimanere vittime di truffe o i furti. Dal sito della questura di Massa Carrara è scaricabile un opuscolo contenente pochi e semplici consigli.

Ai vecchietti gli agenti presenteranno una sorta di decalogoi anti truffe. Eccolo: 1)il truffatore è una persona che riesce facilmente ad individuare la sua vittima e conosce bene le tecniche adatte a scardinarne le difese mentali. Spesso sentiamo dire dalle vittime, che il malvivente conosceva benissimo le loro abitudini, i nomi dei loro figli, le loro preferenze alimentari; 2) i truffatori sfruttano spesso l'ignoranza della vittima, si appropriano con mezzi fraudolenti delle loro informazioni (frugando tra la posta, rovistando nella spazzatura, parlando con ignari vicini, spiandola al supermercato o al parco), grazie ad un'abile parlantina, riescono a strumentalizzare la conversazione con la vittima, inducendola, senza che essa se ne accorga, a fornire importanti informazioni per portare a termine con successo la truffa; 3) il truffatore cerca subito di ottenere la fiducia della vittima rivolgendole qualche complimento (di quelli che gli anziani spesso non ricevono da tempo), accompagnati da modi affabili, gentili, premurosi, conditi da complicità, alleanza; 4)spesso giocano sulle loro debolezze e paure, usando ad esempio una fonte autorevole, oppure generando sensi di colpa nell'anziano (ritardi nei pagamenti di bollette); 5)una delle trappole più riuscite dei truffatori, è quella di fare leva sulla fragilità dei ricordi della vittima e sul loro orgoglio (ma come non ti ricordi di me?) suscitando nell'anziano la vergogna di non ricordare, che si tramuta in fiducia obbligata, forzando le loro fragili difese ed espondendoli al rischio; 6)le vittime, in gran parte dei casi, non sporgono la querela e non ne parlano neanche con i familiari, per vergogna, per un senso di inadeguatezza, consentendo quindi ai truffatori di continuare ad operare indisturbati per molto tempo ancora; 7)aumenta l'arco temporale nel quale gli anziani si trovano da soli, in strada o nelle loro case. Il danno arrecato alle vittime delle truffe è enorme dal punto di vista psicologico e può sfociare in serie depressioni; 8)se vediamo in strada un anziano avvicinato da persone, che sembra confuso, sperduto, o semplicemente imbarazzato, fermiamoci e chiediamogli se va tutto bene; 9) parliamo con i nostri vicini anziani, ascoltiamo le loro difficoltà, diamogli la nostra disponibilità, diciamo loro di chiamarci se hanno bisogno di qualcosa o se qualche sconosciuto bussa alla loro porta; 10)chiamare polizia o carabinieri per segnalare ogni situazione anomala o comunque sospetta. Ma soprattutto diciamo a tutti gli anziani, che siano nostri cari o no, di non fare mai entrare estranei in casa e, in caso di insistenza, telefonare alle forze di polizia.

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