Il dolore
L’equipe medica che salva i bambini
Eritrea, Palestina e Balcani sono le zone assistite dall’ospedale del cuore di Montepepe
MASSA. Eritrea, Palestina e Balcani. Sono queste le tre zone dove opera l'equipe medica dell'Opa all'estero. Nei primi due – anche se il progetto in Palestina è attualmente bloccato per i conflitti in corso nel paese – con una vera e propria squadra che opera i bambini cardiopatici, nei secondi con il sapere. È stata avviato infatti il 9 aprile scorso un progetto in collaborazione con il Ministero della salute della Bosnia-Erzegovina volto a formare figure professionali in grado di diagnosticare feti cardiopatici e di operare. Quello che manca nei paesi balcanici, infatti, a differenza dei paesi estremamente poveri, come l'Eritrea, non è la struttura sanitaria o le risorse economiche, ma la professionalità. Il sapere apuano, quindi, si è messo a disposizione dei Balcani permettendo, ad esempio, la realizzazione di un reparto di cardiochirurgia a Sarajevo. Intanto, l'associazione “Un cuore e un mondo” rende noto che l'equipe medica dell'Opa ripartirà il 7 ottobre alla volta dell'Eritrea per salvare altri bambini. Ma l'eccellenza della struttura di Montepepe è confermata anche all'interno, in Italia.
«Non solo arrivano continuamente lettere di approvazione e complimenti sul nostro operato – fa sapere Luciano Ciucci, direttore della Fondazione Monasterio – ma ci sono anche dati che confermano che siamo stiamo operando bene. E questo perché non abbiamo solo medici professionisti, ma perché abbiamo nel nostro team persone che amano il proprio lavoro». Tra i dati citati da Ciucci, anche quelli dell'Agenas – agenzia nazionale per i servizi sanitari – che mette l'Opa al primo posto per gli indici di complessità della casistica. Inoltre sempre l'Opa ha il peso medio Drg - sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale – a 5,1 con una media toscana di 2,3.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
