Il Tirreno

Imprese dei macchinari: sì alla protesta

Imprese dei macchinari: sì alla protesta

Solidali col mondo delle cave: le nuove normative avranno effetti devastanti sul tessuto economico

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CARRARA. «L'impatto del Piano Paesaggistico cave e le ripercussioni sul territorio - Le imprese della meccanica della pietra solidali con il mondo delle cave».

Questo il nocciolo della presa di posizione delle industrie locali dei macchinari del marmo che, tramite Assindustria, hanno diffuso un comunicato nel quale spiegano che affiandano gli altri imprenditori nella protesta che oggi culminerà con il secondo giorno di “serrata”, o blocco delle attività produttive.

«Le aziende produttrici di macchine e di utensili per la lavorazione del marmo dichiarano di appoggiare e condividere le motivazioni che hanno spinto gli operatori delle cave e della trasformazione a dare con la serrata un forte segnale contro il nuovo Piano Paesaggistico».

«Una protesta – dicono le imprese della meccanica – che non può essere ritenuta esagerata, come è sembrata ad alcuni, se commisurata agli effetti devastanti che le nuove normative avranno sul tessuto economico sociale nel territorio. Una reazione eccezionale dunque per scongiurare un impatto catastrofico».

«In una terra "anarchica" come la nostra, dove è difficile elaborare stategie condivise e trovare direttive comuni di sviluppo, la risposta è stata ferma ed univoca. Tutte le aziende grandi e piccole, di tutto il comprensorio, appartenenti alle diverse organizzazioni datoriali, si sono strette in un fronte comune a difesa non solo dei loro interessi ma della sopravvivenza dell'intero sistema economico».

«Le aziende delle macchine per il marmo - settore che si è sviluppato di pari passo con il mondo delle cave e della trsformazione, confrontandosi, collaborando nei processi innovativi e di crescita - ritengono indispensabile non soltanto appoggiare ma anche condividere le azioni della protesta».

Quindi oggi la serrata sarà pressoché totale anche al piano, come lo è stata ieri alle cave.

Non si conoscono però al momento ulteriori eventuali forme di protesta, che potrebbero scaturire dalla situazione piuttosto “calda”, dal momento che il consiglio regionale si accinge ad adottare il Piano paesaggistico, facendo scattare i 60 giorni per le osservazione prima della sua approvazione definitiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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