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Il raggiro lo porta l’email: occhio alla finta PostaPay

Il raggiro lo porta l’email: occhio alla finta PostaPay

Il messaggio ora viaggia anche nella nostra provincia. Sono decine le denunce: se si entra nella pagina linkata la tessera viene scaricata in pochi istanti

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MASSA. Anche a Massa arriva la nuova truffa di un sito che cerca di clonare la vostra Postapay. Stavolta senza le classiche sgrammaticature dei traduttori automatici e con un bel tranello in più rispetto al passato. In città sono state segnalate diverse email di potenziali vittime del raggiro. L’oggetto dell’email è “Acconto limitato”. Questo il testo dell’avviso: «Attenzione dal primo luglio 2014 puoi operare online solo con il nuovo sistema di Sicurezza web Postepay. Gentile cliente, la normativa bancaria vigente, in particolare in tema di prevenzione dei reati di riciclaggio, richiede l'acquisizione e il mantenimento nel tempo di tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per assolvere agli obblighi di adeguata verifica. Tali informazioni sono necessarie per evitare limitazioni operative dei rapporti, fino alla chiusura degli stessi. Ti chiediamo pertanto di completare in pochi minuti on line l'aggiornamento cliccando sull'apposito link». Cliccando nell’apposito link si apre la seguente pagina web http://www.privati-poste.com/?571640. Se inserite i dati che vi richiede siete fregati. E qualcuno si è trovato la carta prepagata prosciugata nel breve spazio di mezza giornata. Poche decine di euro, ma truffa di qua e truffa di là alla fine gli inventori di questo trucchetto raccolgono un discreto gruzzolo.

La truffa che corre sull’email è il classico caso di cui si occupano gli agenti della polizia postale. L’andamento delle denunce è costellato di alti e bassi, a seconda di dove la banda - quasi sempre composta da stranieri - decide di colpire. L’estate solitamente è la stagione preferita dai malviventi armati di tecnologia. Oltre alla PostaPay dovete stare attenti a qualunque tipo di richiesta di informazioni relative ai vostri dati sensibili. Gli istituti bancari, per esempio, sono un ottimo grimaldello per tradire la buonafede altrui. In gergo tecnico si chiama phishing, un metodo di truffa telematica per pescare (come suggerisce il termine inglese) in rete vittime che «si fidano» di email truccate. Si tratta di messaggi di posta elettronica in cui si invitano gli utenti a collegarsi a un link e poi a fornire dati personali, spesso anche a rivelare il numero di conto bancario. Il tutto presentato come se davvero si trattasse di una comunicazione inviata dalla banca: la forma grafica della mail, il linguaggio usato.

Dall’inizio dell’anno decine di persone si sono rivolte alle forze dell’ordine per denunciare il prelievo dal loro conto bancario. Occhio perché qualcuno è stato alleggerito di oltre duemila euro. Uno scherzo che alla fine rischia di rovinare l’economia familiare.

 

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di Redazione Massa