La protesta
Corpus Domini senza sindaco a Fivizzano scoppia il caso
FIVIZZANO. L'assenza di una rappresentanza comunale alle solenne processione del Corpus Domini ha spinto il governatore della Venerabile Confraternita della Misericordia, il professor Eugenio Bononi,...
FIVIZZANO. L'assenza di una rappresentanza comunale alle solenne processione del Corpus Domini ha spinto il governatore della Venerabile Confraternita della Misericordia, il professor Eugenio Bononi, a scrivere una lettera di biasimo al sindaco Paolo Grassi e per conoscenza al parrocco cittadino Don Bernardo Marovelli. «Per la ricorrenza della Festa del Corpus Domini- scrive Bononi- si è celebrata nel pomeriggio, come di consueto nelle vie cittadine, la processione del Corpus Domini, che ha avuto, come sempre, la partecipazione popolare». Si descrive che alla ricorrenza religiosa erano presenti i bambini della Prima Comunione, delle Confraternite: del Santissimo Sacramento e della Venerabile Misericordia, con la banda municipale e la cittadinanza aveva preparato bellissimi tappetti floreali per strade. Dalle finestre dei palazzi poi , addobbate coi drappi, e dai giardini, le persone anziane, si vedevano affacciate per seguire il procedere dei fedeli con religiosità. Ed ecco la critica del Governatore “ al contrario, da parte municipale si è riscontrata una grave mancanza che non trova giustificazione nella storia di questa solenne, sacra e civile funzione”. E da buon conoscitore della storia Bononi ricorda che “la processione del Corpus Domini, rappresenta il trionfo di Cristo Eucaristico. Fu istituita da Roberto di Thourotte Vescovo di Liegi nel 1246 ed estesa da Papa Urbano IV nel 1262, ovunque vi fosse una chiesa”. E rimarca che “di secolare tradizione è stata la consuetudine che tale cerimonia, immutata sotto ogni forma di governo locale, si svolgesse con la presenza dell’autorità costituita: dalla Repubblica Fiorentina, al Ducato, al Granducato di Toscana, al periodo rivoluzionario e napoleonico fino ai tempi moderni”. Quindi per Eugenio Bononi una mancanza quella avvenuta «che non evidenzia un momento di progresso civile, ma che disconosce una parte importante della nostra cultura». E conclude «in definitiva la nostra Comunità è sempre stata “ab immemoris”, rappresentata ufficialmente dal Sindaco o eccezionalmente da un suo rappresentante con fascia tricolore, oltre che dalla presenza del Gonfalone Comunale, che purtroppo e vergognosamente era assente».
Marco Landini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google