La manifestazione
A processo per un furto subito Il giudice sorride e li assolve
MASSA. Non solo i ladri gli hanno devastato casa e rubato alcuni gioielli di famiglia, per due cugini di Marina di Massa oltre al danno c’è stata anche la beffa. O meglio l’hanno evitata alla fine...
MASSA. Non solo i ladri gli hanno devastato casa e rubato alcuni gioielli di famiglia, per due cugini di Marina di Massa oltre al danno c’è stata anche la beffa. O meglio l’hanno evitata alla fine grazie al giudice Fabrizio Garofalo (nella foto) che codice alla mano li ha assolti da un reato che più che pretestuoso sembrava assurdo: mancata custodia di armi.
Ecco da cosa nasceva il capo di imputazione: durante la loro razzia, compiuta nel febbraio del 2013, i soliti ignoti avevano spaccato un armadio chiuso a chiave dove i due uomini custodivano i loro fucili da caccia regolarmente detenuti. Li avevano presi, ma quando avevano capito che sarebbero stati un peso inutile li hanno gettati in un fossato a pochi metri di distanza dalla villetta delle vittime. E infatti sono stati trovati dai proprietari quasi immediatamente.
Nonostante questo i carabinieri quando hanno raccolto la denuncia del furto hanno ravvisato la non corretta detenzione delle armi e quindi hanno segnalato la cosa in procura. Ed è scattato un decreto penale che prevedeva una sanzione a più zeri. I cugini ovviamente lo hanno impugnato e hanno iniziato la loro battaglia legale, che è costata un bel po’ di quattrini. Dopo un anno e mezzo ieri mattina si sono visti dare ragione dal giudice che prima di cominciare la discussione leggendo il fascicolo ha esclamato con un sorriso: «Caspita, cornuti e mazziati». E lì si è capito che sarebbero stati assolti.
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