Il Tirreno

Zeri, pale a pieno regime: energia per 7mila

Zeri, pale a pieno regime: energia per 7mila

L’impianto eolico sul monte Colombo ha superato tutti i test. Al via il ripristino ambientale

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MASSA. Soffia il vento sopra Zeri ed ora questo vento si trasforma… in energia. Sono entrate ufficialmente in piena funzione le cinque pale che da inizio anno sono visibili sulla linea di monti di Zeri, impiantate dalla società milanese Fera Srl. (Fabbrica energie rinnovabili alternative) sul crinale del Monte Colombo, ad un’altezza compresa tra i 1.100 e i 1.300 metri. Un parco eolico ribattezzato “Vento di Zeri” costituito da cinque pale-turbine Vestas V90 alte 80 metri e con 90 metri di diametro.

L’impianto ha superato positivamente tutti i test (quando l’impianto funzionava al 30 – 40% del suo potenziale) ed ora è entrato in funzione a regime: in base agli studi del vento condotti dal 2008 dai tecnici della Fera, si stima che le cinque pale produrranno intorno ai 20GWh/annui, energia elettrica, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 7mila nuclei familiari. L’energia prodotta dalle cinque pale viene condotta a Pontremoli attraverso cavi interrati e dalla centralina di raccolta viene immessa nella rete, venduta a un trader dell’energia, Axpo Italia. Contemporaneamente sono anche iniziati i lavori di ripristino idraulico e paesaggistico dopo il pesante intervento sul suolo provocato dai lavori per l’installazione delle turbine. Si tratta di interventi per proteggere il suolo dall’azione delle piogge, e ambientale, per riportare il sito alla morfologia originaria e favorire la ricrescita della vegetazione e la ricostituzione dell’habitat.

Ma questo lieto fine dell’energia eolica made in Zeri non deve far dimenticare che in realtà, anche questo impianto ha avuto le sue gatte da pelare, dal punto di vista dell’accoglienza e, di conseguenza, della sua installazione. Contro la sua realizzazione, infatti, era stato presentato un ricorso al Tar della Toscana (che lo ha respinto nel luglio scorso) da parte di un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste (in testa il Wwf italiano), che si erano opposte agli enti pubblici interessati e alla stessa ditta costruttrice per ottenere l’annullamento della delibera della giunta regionale toscana che aveva concesso il via libera. Altri problemi erano emersi al momento del trasporto delle strutture, per il quale si era scelto di utilizzare la strada che da Albareto raggiunge il Passo dei Due Santi: le dimensioni eccezionali dei mezzi adibiti al trasporto delle pale e dei loro supporti (con lunghezze vicine ai 50 metri) avevano creato non pochi problemi in diversi punti del percorso, superati attraverso interventi di allargamento che, a loro volta, avevano suscitato le proteste della popolazione e la sospensione da parte del Consiglio di Stato.

Ma ora è tutto alle spalle e le pale producono energia a pieno regime.

Riccardo Sordi

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