Il Tirreno

Rai, gli artigiani in rivolta «Non paghiamo il canone»

Rai, gli artigiani in rivolta «Non paghiamo il canone»

Anche in provincia viale Mazzini ha inviato centinaia di lettere di sollecito Le associazioni: «Con il pc e i tablet ci lavoriamo non guardiamo la televisione»

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MASSA. Le lettere di richiesta del canone tv stanno arrivando a centinaia anche sotto le Apuane. All’inizio settimana lentamente, da venerdì invece una valanga. Mittente mamma Rai, destinatari un po’ tutti: artigiani, commercianti, partite Iva che magari hanno solo un computer e non un televisore e non guardano trasmissioni televisive sul pc mentre lavorano. La somma che viale Mazzini chiede non è poca cosa: oltre quattrocento euro. Attenzione però non si tratta di un sollecito di pagamento, ma di una richiesta informazioni. La Rai chiede se per caso chi riceve la lettera utilizza dispositivi diversi rispetto al televisore per guardare i programmi tv. Le persone coinvolte, loro malgrado, comunque dovranno giustificare il mancato pagamento spiegando che i computer presenti sul luogo di lavoro sono utilizzati solo a scopo lavorativo e che non sono presenti televisioni nei locali. E molte partite Iva vedono questo ennesimo adempimento come un ulteriore ostacolo alla loro attività. A livello locale dopo Confartigianato è la volta di Cna tutelare i suoi assistiti. E lo fa con il suo direttore Paolo Ciotti: «Ci hanno già chiamati in molti - dice -. Il nostro consiglio ovviamente è di non pagare. Le nostre attrezzature tecnologiche ci servono per lavorare e non certo per guardare la televisione. Mi sembra chiaro che quello della Rai sia soltanto un modo per fare cassa dopo che il governo ha deciso di tagliare le risorse. Ma sappiano a viale Mazzini che non saranno certo gli artigiani a mettere mano al portafoglio per pagare soubrettine e conduttori tv. Adotteremo una strategia comune per far capire che quel canone non lo devono chiedere a noi».

La stessa cosa ha fatto Confartigianato. Il segretario generale Gianfranco Oligieri è stato categorico: «La Rai ci riprova a recuperare dalle tasche degli imprenditori e degli artigiani i soldi che il governo intende tagliare riducendo il contributo pubblico. Confartigianato nel ricordare che né i monitor dei computer né la stragrande maggioranza degli impianti di video-sorveglianza rientrano nella casistica dell'obbligo di sottoscrizione del "canone speciale", invita gli artigiani e gli imprenditori che avessero ricevuto la richiesta di pagamento di rivolgersi alla sede provinciale».

A disposizione anche un numero di telefono da chiamare ( 0585/73187) e il nominativo della persopna che seguirà la vicenda (Luciano Franchi). L'associazione degli artigiani ha predisposto la documentazione necessaria per rigettare la richiesta di pagamento. Insomma, la campagna anti salasso Rai nella provincia apuana è già partita.

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