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Se le opere d’arte in piazza diventano un parco giochi

Se le opere d’arte in piazza diventano un parco giochi

A Marble weeks installazioni prese d’assalto dai bambini L’assessore Traversi: ma non è questo l’approccio giusto

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CARRARA. Hanno cominciato subito, appena hanno posato gli ippopotami di Manganelli nei giardini di piazza d’Armi.

Nonostante le transenne e i nastri bianchi e rossi da off-limits orde di bambini sono saliti sulle opere, per farsi fotografare o, semplicemente a giocare, sotto gli occhi dei genitori.

In piazza Duomo i maxi vasi dell’installazione della Franchi Umberto marmi, sono diventati seduta collettiva per i ragazzini che, anche qui ben prima dell’inaugurazione della Marble weeks, hanno voluto cimentarsi nella “scalata” delle opere d’arte.

Insomma a fare discutere, nelle prime battute d’avvio della kermesse che ha trasformato la città in un museo a cielo aperto, è l’approccio dei più piccoli (e dei rispettivi genitori) alle opere sparse nelle piazze e nelle strade del centro.

Qualcuno ha fatto sentire la propria voce, redarguendo, senza alcun risultato, i bambini che hanno fatto dell’installazione “Africa” un loro parco giochi privato, forse per sopperire a quello che, da anni, dovrebbe sorgere in piazza d’Armi.

C’è invece chi, nella serata di ieri, ha rivendicato il diritto dei bambini di avere un approccio naturale alle opere d’arte, anche quando si tratta di usare le sculture per salirci sopra e gustarsi dall’alto un cono gelato.

A dire la sua è l’assessore al turismo e alle attività produttive Fabio Traversi che ha notato, impossibile non farlo, i bambini sopra le sculture, nella sua passeggiata inaugurale della Marble weeks.

«Credo sia un approccio sbagliato e che non vada bene, per tutta una serie di motivi - spiega - per prima cosa per la sicurezza: c’è il reale pericolo che ad arrampicarsi sulle varie installazioni sparse per la città si possa correre il rischio di cadere. Quindi questa è la prima ragione per cui bisognerebbe non utilizzare le sculture come parco giochi. Ma c’è anche un altro motivo, credo che le opere d’arte siano espressione di arte e di cultura. Non attrezzi con cui giocare».

È dello stesso avviso l’assessore alla Cultura, Giovanna Bernardini.

«No, i bambini sopra le sculture non ci devono andare, non sono giocattoli e non devono essere sporcate - spiega l’assessore - Ci possono poi essere problemi di bilichi che potrebbero creare anche dei reali problemi per la sicurezza».

E l’assessore aggiunge: «Noi come amministrazione non possiamo pensare a tutto, e nemmeno possono farlo gli imprenditori li che hanno organizzato nei vari spazi le installazioni - sottolinea - Dovrebbero essere i genitori, credo, ad avere un occhio di riguardo e fare in modo che ci sia il giusto approccio con queste opere d’arte, anche se sono a cielo aperto».

L’assessore Bernardini conclude il suo intervento con un suggerimento proprio rivolto ai genitori: «Io credo che la cosa importante sia insegnare ai bambini cosa sia una scultura, ad ammirare le opere d’arte. Forse è decisamente meglio che farceli semplicemente salire sopra».

Alessandra Vivoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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