Proteste
«La serrata? Non ha alcun senso»
Il vicesindaco: gli industriali non hanno capito il piano. Tonini: dalla Regione un’offesa alle cave
CARRARA. Alla vigilia della serrata alle cave botta e risposta al vetriolo fra Assindustria e il Comune. Nel mezzo, naturalmente, c’è la protesta contro il piano ambientale della Regione, ma sullo sfondo la guerra fredda che va avanti ormai da tempo con l’amministrazione.
«Le nostre cave non sono estranee a tutto, non sono un elemento di distruzione del paesaggio. Questa è un’offesa, i nostri vecchi si rigirerebbero nelle tombe».
Questo lo ha dichiarato, sul palco della Camera di Commercio, in occasione del rapporto economia dell’Isr, Giancarlo Tonini facendo sentire forte e chiara la voce degli industriali del marmo. Partendo da un excursus sul mondo e le potenzialità del lapideo per concludere poi con un affondo: «La nostra Regione, nonostante il perdurare delle crisi occupazionale, e non considerando i posti di lavoro legati al settore marmo, sta varando norme e regolamenti come il piano ambientale, dove viene negato il diritto alle cave di essere parti del paesaggio».
Questo il messaggio di Giancarlo Tonini. Che, a quanto pare, non è stato digerito dal vicesindaco, presente al tavolo degli oratori alla Camera di Commercio.
«Se cominciamo col fare le serrate quando non si capisce la filosofia di un provvedimento, andiamo bene - replica, a distanza il vicesindaco Andrea Vannucci - Il piano della Regione è un buon piano, va colto il suo senso. Ma se qualcuno pensa ci siano lacune o modifiche da avanzare ci sono gli strumenti per poterlo fare, nei due mesi di tempo deputati alle osservazioni. Gli industriali devono dire quali sono le cose che non capiscono, quelle che non vanno bene e perché. Fare le serrate non serve a nulla».
Insomma non se le sono certo mandate a dire. Questo l’epilogo di una mattinata, quella della presentazione del rapporto economia dell’Istituto Studi ricerche, che ha avuto la questione lapidea al centro dei lavori. E fra le fila di una platea in cui gli imprenditori del settore, da Ciro Gaspari ad Alessandro Caro, erano particolarmente attenti.
Da Giancarlo Tonini era arrivato, anche molto chiaro, l’appello proprio al vicesindaco, al sindaco e alla politica locale. «Noi chiediamo che sia fatto un passo indietro rispetto a una normativa che ci ferisce a morte. Abbiamo il diritto di dare il nostro contributo al regolamento sugli agri e chiediamo a gran voce di poter partecipare con Comune e Regione alla stesura delle norme che riguardano il nostro settore».
Anche su questo punto dal vicesindaco non è che arrivino grandi segnali di apertura: «Se pensano di avviare una trattativa sulle tariffe del marmo possono scordarselo - spiega Vannucci - Sul Regolamento degli agri è stata avviata una discussione politica nelle commissioni consiliari, è stata solo iniziata la discussione. Ma la cosa che deve essere chiara è che il settore deve voltare pagina, i tempi sono maturi per farlo. Il mondo del marmo deve inserirsi dentro ad un sistema di sostenibilità: senza questo presupposto non ci sono margini per il dialogo».
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