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L’Accademia mette in mostra il suo grande patrimonio

L’Accademia mette in mostra il suo grande patrimonio

CARRARA. L'Accademia di Belle Arti di Carrara va contro corrente? Nel panorama italiano sembrerebbe di sì e, forse, questa è una delle poche buone notizie degli ultimi tempi. Sì, perché come ha...

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CARRARA. L'Accademia di Belle Arti di Carrara va contro corrente? Nel panorama italiano sembrerebbe di sì e, forse, questa è una delle poche buone notizie degli ultimi tempi. Sì, perché come ha sottolineato il presidente dell'ateneo Simone Caffaz, mentre le altre si spopolano qui si conta un aumento di iscritti e, se in piena crisi sono gli investimenti in cultura i primi ad essere azzerati, nel nostro ateneo si lavora al recupero del patrimonio storico artistico. «Come si evince da uno studio dell'economista Giacomo Neri, con la cultura il Pil aumenta - afferma - purtroppo il nostro Paese è ancora una volta il fanalino di coda d'Europa. Lo studio di Neri ha messo a punto l'indicatore Roca (ritorno sugli assetti culturali), che utilizza il rapporto tra il Pil del settore culturale e il numero dei siti Unesco posseduti. Seppur l'Italia sia in testa, si è potuto rilevare che, ad esempio in Gran Bretagna, il ritorno commerciale della cultura è tre volte superiore al nostro, generando un Pil del 3,8%, in Italia invece, pur col più grande patrimonio europeo, ci si ferma al 2%». Gettando lo sguardo su questi ultimi anni allora, davvero si può affermare che l'ateneo vada in controtendenza: al restauro dei gessi, esposti, 3 anni fa a Palazzo Binelli si è poi proseguito fino all'apertura della gipsoteca nel 2013, per arrivare ora e poter ammirare questi e molti altri tesori altrimenti dimenticati. «Far questo, a costo praticamente zero per le esigue casse dell'Accademia, è stato possibile solo grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara - sottolinea Caffaz - e all'impegno profuso in particolar modo dalle curatrici Lucilla Meloni (direttrice dell'ateneo) e dalla professoressa Anna Vittoria Laghi, ma anche da tutto l'organico dei docenti, degli studenti (quelli del corso di restauro del marmo) e anche del personale amministrativo». «Tutti ci hanno creduto e hanno voluto fortemente questa rinascita: siamo felici - afferma Meloni - di aver lavorato da storici dell'arte e con il preciso scopo di musealizzare il patrimonio contenuto nel nostro istituto. A breve sarà pronto un catalogo che analizzerà il periodo storico che va dal 1700 al 1930, poi l'intento è quello di proseguire fino ai giorni nostri». «Dopo 30 anni di docenza - dice Laghi - è la prima volta che questo patrimonio viene compreso e restituito alla città, rendendo giustizia anche a tutti coloro che, lo avevano amato, come nella seconda metà del 1800 il direttore Fernando Pellicciae poi, negli anni '30 Adolfo Angeli». Oltre ai gessi canoviani, l'Altare degli uomini illustri, voluto da Pelliccia e i progetti architettonici a firma Ugo Prayer Galletti eseguiti sotto la direzione di Angeli, di enorme valore, il ripristino e l'esposizione, a cura del professor Marco Ciampolini, del patrimonio librario ed epistolare contenente anche tre lettere autografe di Canova. L'unica cosa non riuscita? Il trasporto del vaso conteso tra Marina e Carrara! «Sembra una burla...non abbiamo fatto in tempo - aggiunge Caffaz - lo sposteremo nei prossimi giorni».

Barbara Monaco

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di Redazione web