Attenzione
I beni della Provincia vanno all’asta
Il piano delle alienazioni prevede la vendita di 10 immobili e otto terreni
MASSA. L'avviso di asta pubblica che il 15 luglio permetterà al miglior offerente di diventare proprietario di alcuni beni in possesso della Provincia sembra non andar giù a molti. In totale il “Piano delle alienazioni 2014 – 2016” prevede dieci immobili e otto tra terreni e aree fabbricabili dislocate su tutto il territorio provinciale: un piano che sicuramente permetterà di alleggerire il carico delle spese oggi gravante sulle spalle di un ente destinato a scomparire, oppure - secondo altri - una fuga dalle proprie responsabilità. Una scelta politica. «Non è nostra intenzione rimarcare che la vendita è stata assunta con il parere politico del solo Commissario Angeli – spiega l'Associazione Borgo del Ponte Santa Lucia - visto che il consiglio provinciale è stato da tempo sciolto, e non risulta che sia stato richiesto il parere delle amministrazioni pubbliche interessate allorquando questi beni potrebbero essere assunti o gestiti dai Comuni. È singolare che nessun partito o movimento politico abbia trovato nulla da obiettare, ma ormai non ci si può stupire di nulla».
Oggetto della discordia? La vendita della ex-Concia: «Ci sembra una chiara fuga dalle proprie responsabilità - continua l'associazione - visto che la Provincia rivende, se ci riuscirà, a metà prezzo (16mila euro) un immobile senza copertura che essa stessa ha ridotto nel più completo degrado, oggi una vera e propria discarica su cui nessuno è intervenuto nonostante le segnalazioni di depositi di fusti di ignota composizione e provenienza. Aspettiamo di vedere se ci sarà qualcuno disposto a comprare un rudere stato costruito in gran parte nell'alveo del fiume, urbanisticamente bloccato dal Piuss e che necessita di una costosa bonifica dai rifiuti accumulati». Fino a quando? L'ultima “chance” è un intervento diretto del sindaco Alessandro Volpi: «Non solo una presa di posizione chiara contro questa svendita - spiega l'associazione - poiché l'area, una volta eliminato il rudere, è di importanza capitale per il Borgo del Ponte, ma anche un'ordinanza per rimuovere le sostanze presenti nei capannoni e nell'area adiacente».
Alessio Profetti
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