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Caccia al pusher della droga che ha ucciso Andrea

Caccia al pusher della droga che ha ucciso Andrea

MASSA. L’esame tossicologico non lascia dubbi: Andrea Salvadori, l’uomo trovato senza vita nella sua auto a Marina, è stato stroncato dalla droga. Un cocktail micidiale di eroina e cocaina tagliato...

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MASSA. L’esame tossicologico non lascia dubbi: Andrea Salvadori, l’uomo trovato senza vita nella sua auto a Marina, è stato stroncato dalla droga. Un cocktail micidiale di eroina e cocaina tagliato con una sostanza che ha avuto degli effetti devastanti nel suo organismo. Una sostanza tossica e letale. L’esito dell’esame apre di fatto le porte a un’inchiesta che deve fare chiarezza in tempi rapidi perché ci sono delle vite da salvare. La convinzione degli inquirenti è che Salvadori, 36 anni, sia stato vittima di una partita di cocaina killer. Una partita che è ancora in circolazione. Il sostituto procuratore Alssandra Conforti ha chiesto di aumentare i controlli in questo fine settimana alla ricerca dei pusher.

Ma non solo. I carabinieri del nucleo operativo, guidati dal tenente Rosa Sciarrone, stanno già indagando sulle frequentazioni di Andrea, persone da cui si era allontanato e che erano tornate alla carica ultimamente. Tra di loro si nasconde chi ha di fatto ucciso il trentaseienne.

Il medico legale Maurizio Ratti aveva effettuato i prelievi di sangue e urine come prevede la prassi in questi casi. Venerdì l’esito che ha fatto scattare l’allarme: non si trattava di una semplice overdose, anche se la percentuale di eroina e cocaina trovata nei liquidi era notevole, ma c’era qualcosa di più. Il collasso polmonare è stato provocato dalla sostanza mischiata con lo stupefacente. Stratagemma utilizzato dai pusher per allungare le dosi e quindi avere un guadagno maggiore.

Da venerdì sera i carabinieri sono alla ricerca delle ultime persone che hanno avuto contatti con Andrea: sono arrivati i tabulati delle telefonate effettuate nelle ultime ore di vita dall’uomo e soprattutto sono stati acquisiti i messaggi trovati nel cellulare della vittima. Alcuni di questi sono eloquenti, anche se in nessuno è certificata la compravendita di eroina e cocaina.

Il corpo senza vita di Salvadori, con un passato di tossicodipendenza che si era lasciato alle spalle, era stato trovato a cento metri da piazza Betti, davanti alla parrocchia della Beata Vergine della Consolazione Servi di Maria. Era lunedì 16 giugno. I genitori l’avevano visto l’ultima volta due giorni prima. Poi basta. Non vedendolo tornare, il padre, un piccolo imprenditore edile, era andato a denunciarne la scomparsa.

La speranza è che l’Arma riesca a trovare nel più breve tempo possibile gli spacciatori che hanno venduto le dosi ad Andrea. Oppure che la partita di cocaina tagliata male sia stata buttata via dopo quello che è capitato. Intanto la caccia al pusher assassino prosegue a spron battuto con la consapevolezza che qualunque tipo di appello a non comprare droga in questi giorni cadrebbe nel vuoto. Comunque la sensazione è che gli inquirenti abbiano imboccato la strada giusta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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