La manifestazione
Web e privacy: multe ai negozi
La Cna: «Sanzioni sproporzionate per un errore che non dipende dalle imprese»
CARRARA. Privacy sul sito web: azienda "stangata" dal Garante con 20mila euro di "multe". Potrebbe non essere l'unico caso la vicenda che ha coinvolto in questi giorni la storica concessionaria di moto "Calamari" di Viale Galilei, dietro all'ex Fornace. L'azienda si è trovata a scoprire che i professionisti che avevano realizzato il sito internet si erano "dimenticati" di inserire la casellina di accettazione della privacy necessaria per richiedere per esempio l'iscrizione alla newsletter o preventivi ed il form per raccogliere i dati personali. Una "svista", o meglio una "leggerezza - come la definisce Marco Calamari, il titolare - che ci è costata cara. Faremo ricorso".
Riconosciuta dalla Guardia di Finanza la "buona fede", ragione per cui è stata applicato la sanzione minima. L'errore non era infatti stato commesso dall'azienda ma dagli sviluppatori del sito "colpevoli" di aver maneggiato con troppa superficialità la questione. «Ma anche la sanzione minima è sproporzionata rispetto al reato amministrativo; - spiega Cna che ha raccolto già la documentazione necessaria ed attiverà nei prossimi giorni gli uffici romani dell'associazione per chiedere che le sanzioni previste dall'articolo 161 del codice siano riviste. Finita nel giro della maxi-operazione "Motorsport" che ha coinvolto concessionarie di auto e moto su tutto il territorio nazionale, il caso di "Calamari" ha già provocato scompiglio nel mondo delle imprese.
«Per quanto ne sappiamo al momento, e per le informazioni raccolte - spiega Paolo Ciotti, Direttore Provinciale Cna - è evidente che i controlli andranno avanti. E che su questo particolare tema c'è molta attenzione. Consigliamo quindi alle aziende di procedere ad ulteriori verifiche o di affidarle a professionisti competenti». Anche Google, pochi mesi fa, era stato multato dal Garante per aver violato i principi della privacy: una "leggerezza" che costerà a Mountain View un milione di euro. Abbattuta la madre Marisa che non ha chiuso notti per giorni dopo la visita delle fiamme gialle.
«Venti mila euro di questi tempi possono fare la differenza tra restare in piedi o crollare. Noi per fortuna riusciamo a restare con fatica ancora in piedi ma quando ti succedono queste cose, inaspettate, ti viene voglia di smettere. Poi guardiamo i nostri dipendenti, le loro famiglie, e decidiamo di andare avanti anche per loro. Ma va giù male essere sanzionati così pesantemente per una leggerezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
