Il Tirreno

Politeama, ricorso da mezzo milione alla società Caprice

di Alessandra Vivoli
Politeama, ricorso da mezzo milione alla società Caprice

Un condomine ha chiesto il sequestro conservativo dei beni degli amministratori per tutelare eventuali risarcimenti

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CARRARA. Politeama: sequestro conservativo da un milione di euro sui beni mobili e immobili delle società Caprice srl e Politeama srl. E, a livello personale, nei confronti di Nella Pasquini, Ugo Tolaini e Maria Teresa Tongiani (della Caprice) e Pietro Vettorini (della Politeama srl).

Il processo, per i crolli dello storico edificio di piazza Matteotti, ancora inagibile nel copro centrale nell’ala di via Roma, è alle fasi iniziali. Ma intanto da parte di uno dei condomini è stato presentato un sequestro conservativo, ai fini del risarcimento, nei confronti delle due società proprietarie dell’immobili e dei rispettivi amministratori.

Il sequestro da un milione di euro è stato accolto, a fine aprile dal giudice Paolo Puzone e, subito dopo l’udienza fissata per la comparizione delle parti, è stato convalidato e autorizzato soltanto fino alla concorrenza di 500mila euro. Adesso, il ricorso è stato reclamato e a giorni il giudice Domenico Provenzano dovrà sciogliere la riserva.

Ma intanto è arrivata un’azione concreta che irrompe in una vicenda giudiziaria che va avanti da anni (basti pensare che i crolli risalgono al 2008 e al 2011) con un maxi processo che riunitosi nei mesi scorsi a Massa vede quindici imputati, venti parti civili e un unico procedimento alle fasi iniziali.

Ma intanto uno dei condomini del Politeama ha presentato ricorso per avere un sequestro conservativo a tutela dell’eventuale risarcimento e il giudice Puzone ha messo nero su bianco che: «Non v’è dubbio circa la corretta identificazione dei soggetti che potrebbero essere potenzialmente tenuti al risarcimento nelle due società convenute - quali soggetti venditori degli immobili per cui è causa - e negli amministratori formali di queste, mentre per quanto riguarda le persone fisiche di Pietro Vettorini e Ugo Tolaini, che sono stati indicati come amministratori di fatto, si rileva che gli stessi resistenti non hanno specificatamente contestato tale loro veste».

E non solo, il giudice aggiunge che il ricorso è stato fondato: «Sul fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito. E che tali elementi possono sintetizzarsi nell’esistenza di numerose parti civili costituitesi nei procedimenti penali, nell’avvenuta alienazione da parte delle società Caprice Srl e Politeama srl di numerosi bene in epoca successiva al crollo del pilsatro del giugno 2008 e nell’inesistenza di beni immobili in capo alla società Politeama. Infine nell’esistenza nel patrimonio della Caprice srl delle sole cantine e magazzini facneti parte dell’edificio interessato dal problemi strutturale(di cui in atti= e quindi, al momento presumibilmente privi di valore o0 di valore molto ridotto».

Il giudice ha quindi confermato il sequestro, autorizzandolo solo per la cifra di 500mila euro.

Adesso dovrà esprimersi, sul reclamo presentato da Caprice e Politeama, il giudice del tribunale di Massa Domenico Provenzano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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