Gioco
Dalle cave al piano: si ferma per 2 giorni il mondo del marmo
Serrata contro il piano ambientale elaborato dalla Regione La decisione dopo una riunione “caldissima” ad Assindustria
CARRARA. L’annunciata serrata alle cave e al piano. L’inaugurazione della Marble weeks, con tutta la città che diventa un museo all’aperto, arredata di marmo.
E un’installazione che “irrompe” a poche ore dall’inaugurazione ufficiale dell’attesa kermesse: una benna insanguinata sotto a Palazzo comunale, per far riflettere sull’escavazione selvaggia e sui morti alle cave.
Non c’è altro da aggiungere. Quella di ieri è stata una giornata campale per Carrara che stamani, alla presentazione del Rapporto sull’economia della Camera di Commercio, ospita il ministro della giustizia Andrea Olrando.
Ore frenetiche. Proprio sotto il segno del marmo, che rappresenta la pelle e il Dna della città. Prima è arrivata la decisione clamorosa da parte dell’Associazione industriali di chiudere cave, laboratori e segherie per due giorni. Una serrata, lunedì e martedì prossimi (ma si potrebbe andare avanti ad oltranza) per protestare contro il piano ambientale della Regione Toscana.
Per rivendicare il diritto delle cave di marmo di Carrara di essere nel paesaggio come - spiega il presidente della Confindustria apuana Giuseppe Baccioli - «coevoluzione fra l’ambiente naturale e gli insediamenti umani».
Una protesta senza precedenti, dalle cave ai laboratori che arriva dopo una riunione degli imprenditori carraresi, a poche ore dall’inaugurazione di una Marble weeks che li vede protagonisti con mega installazioni - curate dai big del lapideo locale, da Fiorino a Franchi Umbero Marmi, da Paolo Borghini alla Marmi Carrara, nelle piazze e nelle strade del centro.
Il giorno di festa, quell’apertura della Marble weeks che diventa passerella per ammirare le declinazioni della pietra, è diventato anche quello della maxi protesta. E di una decisione che ha visto coesi proprio tutti i big del settore. Gli industriali del resto - lo hanno ribadito a chiare lettere - “ questa volta non ci stanno”.
«Andiamo avanti con la nostra protesta - annuncia al termine della riunione con gli associati il presidente della Confindustria apuana Giuseppe Baccioli - Abbiamo deciso, tutti insieme, per un blocco delle attività legate al lapideo, sia ai monti che al piano».
E il presidente Baccioli spiega le ragioni di fondo di una scelta così eclatante che vedrà la paralisi del settore produttivo più importante della città.
«La serrata potrebbe essere rappresentata attraverso due slogan - spiega il presidente di Assindustria - da una parte rivendichiamo il diritto alle cave di essere paesaggio. E dall’altra che siano prodotto della evoluzione, sinergica, dell’ambiente naturale e degli insediamenti umani». E Baccioli lancia infine anche un messaggio preciso alla Regione Toscana.
«Non si può fare un piano ambientale per dire che le cave non esistono e che sono solo un disastro - conclude il numero uno degli industriali apuani - Questo non possiamo proprio accettarlo. La nostra protesta nasce da questo e per questo siamo disposti ad andare avanti».
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