Toscana
Tre giorni per pagare la Tari ma i bollettini arrivano solo ora
MASSA. Si chiamava Tarsu, poi lo scorso anno è diventata Tares. Quest’anno ancora un nuovo acronimo -Tari - ma il succo rimane lo stesso. È la tassa sulla spazzatura: tu produci rifiuti, l’amministraz...
MASSA. Si chiamava Tarsu, poi lo scorso anno è diventata Tares. Quest’anno ancora un nuovo acronimo -Tari - ma il succo rimane lo stesso. È la tassa sulla spazzatura: tu produci rifiuti, l’amministrazione provvede alla raccolta e allo smaltimento e ti chiede - ecco la tassa - di contribuire. E a breve (brevissimo) dovremmo pagare la prima rata: la scadenza è fissata per il 30 giugno. Ma parecchie famiglie la fatidica lettera di Master in cassetta ancora non l’hanno trovata. E temono di sforare o di vedersi costretti a rimandare il pagamento ai primi di luglio quando gli stipendi rimpinguano i conti correnti. Nessun timore, però, perchè il rischio di beccarsi una bella sanzione non c’è: il Comune - consapevole dei tempi stretti - non “punterà il dito” contro chi ha pagato con qualche giorno di ritardo. Senza dimenticare che quella dei prossimi giorni è la prima rata, un acconto di quanto deve essere versato: dovremo sborsare il 40% di quanto abbiamo pagato nel 2013. Il cittadino, quindi, scartabellando tra i documenti relativi alla fiscalità delle scorso anno, può facilmente desumere quanto dovrà sfilarsi dal portafoglio. Quella di inizio estate - dicevamo - è soltanto la prima rata. A settembre pagheremo infatti il bollettino numero due e anche in quel caso l’importo complessivo sarà calcolato in base alla Tares 2013 (sarà pari al 30%). Fatti due conti potremmo desumere che la terza e ultima rata, a fine novembre, corrisponderà al restante 30%, ma cadremmo in errore. Perché - e qui sta il succo - le aliquote della nuova tassa l’amministrazione non le ha ancora ufficializzate. Le ha, però, indicate nel bilancio di previsione che ancora deve “guadagnarsi” il sì del consiglio comunale.
Il primo cittadino garantisce comunque che la stangata non ci sarà: «La maggior parte dei massesi pagherà una cifra in linea con quella dello scorso anno». Ma conosceremo esattamente quanto pagheremo, solo quando le aliquote saranno nero su bianco. Per ora dobbiamo versare il primo acconto e tenere d’occhio la cassetta della posta.
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