Il Tirreno

Notaio condannato a tre mesi

Notaio condannato a tre mesi

Era accusato da un cliente di appropriazione indebita. La difesa: faremo appello

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MASSA. Lieve condanna per il reato di appropriazione indebita – tre mesi e un ammenda di qualche centinaia di euro – per Raffaele Tamburrino, notaio con studio a Marina di Carrara (ma che in precedenza, per molti anni, ha lavorato a Massa). A pronunciare la sentenza è stata ieri la giudice del tribunale di Massa Cristina Ponzanelli, che ha accolto la richiesta della pubblico ministero (onoraria) Debora Bracco.

Il professionista era stato denunciato da un cliente, un piccolo imprenditore edile, perchè non avrebbe restituito alcuni documenti e un assegno di 10mila euro che gli erano stati consegnati dallo stesso cliente. La querela è scattata dopo che il notaio ha messo all’incasso l’assegno, che è poi risultato non coperto ed è stata l’epilogo di un rapporto di lavoro – l’imprenditore, in difficoltà economiche, si era rivolto al notaio per risolvere alcune questioni con i suoi fornitori e per le pratiche relative all’ottenimento di un mutuo ipotecario – finito male. Secondo l’accusa, quella documentazione è stata indebitamente trattenuta dal professionista e l’assegno era destinato a pagare i crediti di un fornitore.

Insoddisfatto dell’esito del procedimento l’avvocato Enzo Frediani, difensore di Tamburrino. «Attediamo la deposizione delle motivazioni della sentenza, prevista entro 30 giorni, e poi presenteremo immediatamente ricorso in corte d’Appello. Il mio cliente non si è mai appropriato di quei materiali, che peraltro non avevano valore. In secondo grado lo dimostreremo».

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