Il Tirreno

Cermec sull’acquisto dell’area da bonificare «È un investimento»

di David Chiappuella
Cermec sull’acquisto dell’area da bonificare «È un investimento»

La società replica alla consigliera Staccioli (Fratelli di Italia): la decisione è stata presa dal Cda con l’avallo del Tribunale

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MASSA. Cermec replica all’interrogazione presentata in Regione dalla consigliera di Fratelli d’Italia Marina Staccioli in merito all’acquisto di parte dell’area Imerys (ex Granital), effettuato dall’azienda nel 2012, per una spesa di 1,65 milioni di euro. Nell’area avrebbero dovuto essere trasferite le lavorazioni di carta e cartone, plastica/multimateriale e verde, praticate nell’impianto pubblico per il trattamento dei rifiuti. La consigliera, però, segnalava che tale trasferimento non c’è stato, perché sia il suolo che la falda del sito acquistato, incluso nel Sir (Sito di interesse regionale), risultano fortemente contaminati da veleni chimici e potranno essere utilizzati solo dopo una certificazione di avvenuta bonifica. La conseguenza di ciò è che le raccolte differenziate continuano ad essere svolte su un piazzale di circa 13.500 metri quadrati appartenente alla Fin.Lor, finanziaria della famiglia massese Lorieri, a cui il Cermec paga ancora oggi un affitto da 300mila euro l’anno. Cermec annuncia di aver già inviato alla Regione tutti gli elementi utili a fornire una risposta esauriente alla Staccioli. La società conferma che l’acquisto del terreno è avvenuto in base al preventivo impegno dei soci, cioè il Comune di Carrara (socio al 48%), quello di Massa (47%) e la Provincia (5%), «a seguito di deliberazione del Cda sottoposta al nulla osta e autorizzata dal giudice delegato del Tribunale di Massa, nell’ambito della procedura concordataria e nel rispetto degli equilibri economico-finanziari del Piano». Nel comunicato si afferma anche che questa compravendita «ha permesso di chiudere un contenzioso civile nato nel 2006, nel corso del quale gli accertamenti peritali disposti dal giudice avevano già di fatto concluso che l’inquinamento dei suoli era stato causato dalle diverse società succedutesi a cavallo degli anni ’70 e ’80 nella gestione dell’impianto: con la conseguenza che Cermec (pur subentrata solo nel 1992 nella gestione diretta) sarebbe stata comunque chiamata a risarcire a Imerys le spese già sostenute (circa 430mila euro) e quelle da sostenere ulteriormente (stimate in 700mila euro). L’acquisto dell’area a 1,6 milioni -prosegue la nota- ha quindi permesso a Cermec di spostare sul piano dell’investimento le somme (in totale oltre 1,1 milioni) già previste nel piano concordatario come risarcimento: con ciò realizzando un evidente vantaggio per la società, per i soci e quindi per la collettività. Inoltre ha permesso di trasferire anche gli uffici direzionali (prima in locazione nel centro di Massa) presso la palazzina di via Longobarda, già producendo quindi un risparmio per la società». Per quanto riguarda invece la chiusura del rapporto di locazione con Fin.Lor per il comparto adiacente e la rilocalizzazione delle raccolte differenziate, la società fa sapere che «sono state avviate le procedure - invero piuttosto complesse - di variante urbanistica, variante all’Autorizzazione integrata ambientale e di “ripresa” della bonifica (per quest’ultima, come noto, il passaggio di competenze da Sin a Sir richiederà un trasferimento della pratica dal Ministero alla Regione, alla quale Cermec chiederà di ridefinire un progetto unitario degli interventi già previsti sulle aree di proprietà con quelli necessari su quelle di più recente acquisizione)». Da ultimo, il Cermec segnala che, contrariamente a quanto affermato dalla Staccioli, «non esiste alcun procedimento pendente contro la società, presso il Tribunale di Genova».

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